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MINERVA CARDIOANGIOLOGICA

Rivista sulle Malattie del Cuore e dei Vasi


Official Journal of the Italian Society of Angiology and Vascular Pathology
Indexed/Abstracted in: EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
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  CARDIOLOGIA INTERVENTISTICA


Minerva Cardioangiologica 2002 October;50(5):475-86

Copyright © 2002 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

Infiammazione, aterosclerosi e sindromi coronariche acute

Biasucci L. M., Santamaria M., Liuzzo G.


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I meccanismi infiammatori svolgono un ruolo cruciale nello sviluppo del processo aterosclerotico in tutti i suoi vari stadi. Alla base di tale processo ci sono delle complesse interazioni tra macrofagi, linfociti T e cellule muscolari lisce (CML), mediate da numerose citochine. Un crescente numero di evidenze sperimentali suggerisce che l'infiammazione sia direttamente coinvolta nella patogenesi delle sindromi coronariche acute (SCA) e ne condizioni l'evoluzione clinica. Infatti in pazienti affetti da SCA è possibile riscontrare degli infiltrati infiammatori particolarmente pronunciati a livello delle placche aterosclerotiche coronariche. Inoltre in questi pazienti sono rilevabili segni sistemici della reazione infiammatoria: la presenza di cellule infiammatorie circolanti in uno stato attivato (neutrofili, monociti e linfociti) ed il riscontro di elevati livelli ematici di citochine pro-infiammatorie, tra cui interleuchina (IL)-1 e 6, e di proteine di fase acuta, in particolare la proteina C-reattiva (PCR). Quest'ultima si è rivelata come un importante predittore indipendente di eventi cardiaci avversi e morte sia in pazienti con SCA sia in pazienti con cardiopatia ischemica in fase di stabilità ed in soggetti apparentemente sani. Inoltre costituisce un indice prognostico importante nei pazienti sottoposti a procedure interventistiche coronariche percutanee (PCI), a breve e lungo termine, e può essere utile nella scelta del tipo di gestione terapeutica del paziente. Sebbene al momento attuale i fattori alla base dell'attivazione infiammatoria nelle SCA non siano ancora noti, questo nuovo filone di ricerca potrebbe aprire la strada ad un approccio clinico diverso per i pazienti affetti da tali sindromi.

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