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MINERVA CARDIOANGIOLOGICA

Rivista sulle Malattie del Cuore e dei Vasi


Official Journal of the Italian Society of Angiology and Vascular Pathology
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ARTICOLI ORIGINALI  


Minerva Cardioangiologica 2002 August;50(4):333-42

Copyright © 2002 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

Results of cellular therapy for ischemic myocardial dysfunction. A review

Atkins B. Z.


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Obiettivo. La cardiopatia ischemica può evolvere fino all'insufficienza cardiaca manifesta. Se il miocardio non può essere rivascolarizzato, le alternative terapeutiche a nostra disposizione sono limitate, per cui sono state sperimentate nuove terapie quali il trapianto di cellule immature nel muscolo cardiaco danneggiato. In questa indagine vengono descritti l'impiego di tale tecnica e i suoi effetti sugli indici di performance miocardica.
Metodi. Utilizzando tecniche di micromanometria e ultrasuonomicrometria, furono valutate in vivo la pressione (P) e la lunghezza segmentaria (SL) del ventricolo sinistro dopo lesione irreversibile del miocardio e a 3 settimane di distanza dal trapianto cellulare, eseguito impiegando mioblasti scheletrici o fibroblasti dermici di origine autologa. La performance sistolica venne valutata in base alla regressione lineare del lavoro sistolico e della lunghezza segmentaria telediastolica (EDSL). La performance diastolica venne valutata utilizzando il rapporto curvilineo esistente fra pressione telediastolica del ventricolo sinistro e stiramento delle fibrocellule. Infine, le cellule trapiantate vennero valutate istologicamente al termine dello studio.
Risultati. I mioblasti di origine scheletrica risultavano disposti sotto forma di ammassi densi all'interno del miocardio danneggiato e non si estendevano oltre i limiti delle aree lesionate. I fibroblasti trapiantati apparivano distribuiti in maniera più uniforme all'interno delle zone danneggiate. La performance diastolica migliorava dopo trapianto cellulare eseguito sia con mioblasti che con fibroblasti. Il trapianto di mioblasti di origine scheletrica migliorava anche la performance contrattile, mentre quello di fibroblasti comportava una riduzione significativa della performance sistolica.
Conclusioni. Il trapianto cellulare, eseguito sia con mioblasti che con fibroblasti, può originare in maniera sicura e affidabile tessuti vitali in seno a zone di miocardio irreversibilmente danneggiato. Il trapianto di cellule modifica positivamente la geometria distrettuale del miocardio danneggiato, migliorando gli indici di funzionalità cardiaca negli animali trattati. Sono necessarie ulteriori indagini per verificare la sicurezza di queste tecniche, individuare il tipo di cellule e la tecnica di trasferimento più adatti per il trapianto e migliorare la riproducibilità dell'impianto cellulare.

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