Ricerca avanzata

Home > Riviste > Minerva Cardioangiologica > Archivio > Minerva Cardioangiologica 2002 Febbraio;50(1) > Minerva Cardioangiologica 2002 Febbraio;50(1):53-62

ULTIMO FASCICOLO   ARCHIVIO   EPUB AHEAD OF PRINT   I PIÙ LETTI   eTOC


MINERVA CARDIOANGIOLOGICA

Minerva Cardioangiologica 2002 Febbraio;50(1):53-62

 

    REVIEW

Ateromasia aortica. Fonte misconosciuta di stroke ischemico

Accadia M., Ascione L., Tartaglia P. F., Guarini P., De Michele M., Muto C., Sacra C., Tuccillo B.

La mortalità cerebrovascolare rappresenta il 25% della mortalità cardiovascolare globale. Definire la causa ed il meccanismo patologico alla base di un episodio di stroke ischemico riveste importanza ai fini epidemiologici, prognostici e soprattutto terapeutici. Circa un quarto degli stroke ischemici sono definiti da causa sconosciuta. L'utilizzo dell'esame ecocardiografico transesofageo per lo studio dell'aorta toracica e dell'arco, ha fatto rilevare che l'aterosclerosi aortica può essere considerata una fonte embolica. Studi osservazionali hanno rilevato una maggiore frequenza di lesioni ateromasiche >4 mm a livello dell'arco aortico in soggetti che avevano avuto un ictus cerebrale (15%) e studi prospettici hanno evidenziato un aumentato rischio di eventi cerebrovascolari in soggetti portatori di lesioni ateromasiche >4 mm a livello dell'aorta toracica rispetto a soggetti che non presentano tali lesioni a parità di fattori di rischio: in particolare l'incidenza di stroke ricorrente è del 12% all'anno mentre l'incidenza di eventi cardiovascolari è del 26%. Le placche definite instabili ed a rischio per eventi embolici sono protrudenti, con ispessimento >4 mm, non calcifiche e presentano in superficie un trombo mobile. L'embolizzazione da una placca protrudente può anche essere iatrogena, cioè favorita dal passaggio di cateteri in corso di esame angiografico o per posizionamento di contropulsatore o durante bypass cardiopolmonare.
La gestione del paziente con ateroma aortico non è ancora ben definita. Dati incoraggianti sull'uso delle «statine» vengono da una recente meta-analisi; anche la terapia anticoagulante, confrontata con la terapia antiaggregante, ha ridotto in maniera significativa l'incidenza di stroke. La terapia chirurgica di endoarterectomia aortica ha al momento una indicazione limitata, in quanto è una tecnica non priva di rischio.
L'ecocardiografia transesofagea, grazie alla contiguità anatomica tra esofago ed aorta toracica rappresenta il metodo di scelta per lo studio dell'ateromasia aortica ed andrebbe sempre effettuata in tutti i pazienti con stroke ischemico da causa sconosciuta.

lingua: Inglese, Italiano


Full text temporaneamente non disponibile on-line. Contattaci  ESTRATTI

inizio pagina