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MINERVA CARDIOANGIOLOGICA

Rivista sulle Malattie del Cuore e dei Vasi


Official Journal of the Italian Society of Angiology and Vascular Pathology
Indexed/Abstracted in: EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
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ARTICOLI ORIGINALI  


Minerva Cardioangiologica 2002 February;50(1):39-42

lingua: Italiano

Gli aneurismi poplitei. Nostra esperienza

Matarazzo A., Sassi O., Giordano A., Florio A., Polichetti R., De Vivo S.


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Obiettivo. Il 70% degli aneurismi periferici sono localizzati nell'arteria poplitea; di questi, circa un terzo sono asintomatici, ma l'insorgenza di complicanze (ischemia acuta, rottura) mette a severo rischio la vitalità dell'arto. Nostro proposito è stato quello di dimostrare la validità della chirurgia degli aneurismi poplitei in elezione, anche per lesioni asintomatiche.
Metodi. Sono stati osservati 27 casi di aneurismi poplitei in 20 pazienti; di questi solo 7 erano portatori di una lesione isolata, altri 7 di un interessamento bilaterale ed i restanti 6 pazienti di una associazione polidistrettuale. Tre pazienti hanno rifiutato la terapia chirurgica proposta. In 16 casi è stato praticato un innesto protesico con esclusione o resezione dell'aneurisma: soltanto una volta è stata usata una protesi in Dacron, mentre in 15 casi è stata usata la vena safena autologa. In 3 casi è stata eseguita una trombolisi locoregionale per la presenza di una ischemia acuta periferica. Soltanto in 5 casi è stato scelto un approccio conservativo; si trattava di aneurismi asintomatici con un diametro <2 cm.
Risultati. Nell'87,5% dei casi chirurgici (14/16) si è ottenuto un buon risultato immediato. Nel follow-up medio di un anno il 75% di questi pazienti ha mantenuto il risultato clinico. La terapia fibrinolitica ha permesso di risolvere 2 casi di ischemia acuta periferica; in un solo caso è stata necessaria una simpaticectomia lombare omolaterale.
Conclusioni. In considerazione delle complicanze che la patologia aneurismatica può presentare, tra le quali la più temibile è la sindrome ischemica acuta, è ampiamente giustificato un atteggiamento interventistico, anche alla luce dei risultati che gli Autori riportano.

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