Home > Riviste > Minerva Cardioangiologica > Fascicoli precedenti > Minerva Cardioangiologica 2001 December;49(6) > Minerva Cardioangiologica 2001 December;49(6):377-82

ULTIMO FASCICOLO
 

ARTICLE TOOLS

Estratti

MINERVA CARDIOANGIOLOGICA

Rivista sulle Malattie del Cuore e dei Vasi


Official Journal of the Italian Society of Angiology and Vascular Pathology
Indexed/Abstracted in: EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 0,752


eTOC

 

ARTICOLI ORIGINALI  


Minerva Cardioangiologica 2001 December;49(6):377-82

lingua: Inglese, Italiano

La restenosi in chirurgia carotidea

Maraglino V., Gerardi P., Piccinni C.


Full text temporaneamente non disponibile on-line. Contattaci  


Obiettivo. Scopo degli Autori è quello di valutare alla luce della propria esperienza e del confronto con i dati della letteratura, l'incidenza della restenosi in chirurgia carotidea, il suo potenziale di morbilità ed i risultati del suo trattamento.
Metodi. Viene illustrata l'incidenza della restenosi in una serie comprendente 253 pazienti sottoposti a TEA carotidea dal 1992 al 1998 e seguiti con un follow-up a 1, 3, 6, 12 mesi e successivamente 1 volta all'anno. L'età è compresa tra i 64 ed i 70 anni; il 35% sono donne, il 65% uomini. L'intervento iniziale è stato di TEA eseguita con tecnica standard ed applicazione selettiva del patch. La restenosi diagnosticata con eco color-Doppler e studiata con angiografia nei casi sintomatici ed emodinamicamente significativi, ha inciso per il 7,5% della casistica personale ed è stata classificata con criterio clinico, morfologico, topografico ed emodinamico. Solo nel 21% di questi casi si è fatto ricorso ad un nuovo intervento: in 2 casi con tecnica classica, in altri 2 con procedura endovascolare.
Risultati. Nessuno dei pazienti trattati ha avuto complicanze ed ad un follow-up di 84 mesi risultano asintomatici.
Conclusioni. Il raffronto dell'esperienza personale con i dati di letteratura conferma l'importanza delle restenosi nella chirurgia carotidea ed una più marcata incidenza nel corso degli ultimi anni frutto anche di una più accurata diagnostica. Le indicazioni chirurgiche dovranno tener conto delle caratteristiche istologiche e cliniche della lesione e del maggior tasso di complicanze nervose periferiche nel reintervento. L'alternativa endovascolare necessita di casistiche più ampie e di follow-up più significativi per poter esprimere conclusioni definitive anche se appare essere la via del futuro soprattutto in questo specifico settore.

inizio pagina

Publication History

Per citare questo articolo

Corresponding author e-mail