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ULTIMO FASCICOLOMINERVA CARDIOANGIOLOGICA

Rivista sulle Malattie del Cuore e dei Vasi


Official Journal of the Italian Society of Angiology and Vascular Pathology
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ARTICOLI ORIGINALI  


Minerva Cardioangiologica 2001 Dicembre;49(6):363-8

lingua: Italiano

Valutazione della resistenza alla proteina C attivata in soggetti con pregresso IMA

Avellone G., Di Garbo V., Di Raimondo D., Bono M., Abruzzese G., De Simone R., Raneli G.


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Obiettivo. È noto che la resistenza alla proteina C attivata (APCR), dovuta ad una sostituzione Arg-Gln in posizione 506 nella molecola del fattore V (fattore V Leiden), è la più frequente anomalia ereditaria dell'emostasi. Tuttavia, mentre il suo ruolo come fattore di rischio per tromboembolismo venoso è stato ampiamente documentato, non esistono invece dati univoci sull'associazione tra APCR ed aumento del rischio di eventi ischemici arteriosi. Scopo del nostro studio è stato quello di valutare la prevalenza di APCR in soggetti di sesso maschile, con pregresso IMA e senza noti fattori di rischio cardiovascolari (colesterolo, fumo, diabete, obesità e ipertensione).
Metodi. Lo studio è stato condotto su 20 soggetti di sesso maschile di età inferiore a 65 anni affetti da pregresso infarto del miocardio. Come gruppo di controllo sono stati arruolati 20 soggetti accoppiati per sesso e per età. Sono stati determinati i seguenti parametri: PTT, PTT-PCA (proteina C attivata), PTT-PCA/PTT, antitrombina III, proteina C, proteina S, fibrinogeno, glicemia, trigliceridi, colesterolo, HDL-C, LDL-C, APO A1, APO B100, Lp(a), anticorpi anti LDL ossidate e componenti del sistema del complemento (C3c, C4).
Risultati. Nel gruppo pazienti sono stati evidenziati 6 soggetti (30%) con APCR, mentre in nessuno dei soggetti di controllo (0%) è risultato resistente alla PCA. Dividendo il gruppo pazienti in resistenti e non resistenti alla PCA, nei pazienti con APCR sono risultati valori significativamente più elevati di fibrinogeno (367,5±48,4 vs 268,3±37,7), LDL-C (147,0±20,7 vs 125,8±25,6), APO B100 (133,8±29,8 vs 121,8±31,5), anticorpi anti LDL ossidate (596,8±357 vs 315,3±179,6) e C4 (45,6±10 vs 37,85±11,3). Una correlazione positiva (p<0,05) è stata evidenziata solo tra il rapporto PTT-PCA/PTT e il fibrinogeno (r=0,68) e gli anticorpi anti LDL ossidate (r=0,61).
Conclusioni. La presenza di APCR nel 30% dei pazienti studiati sembra assumere rilevanza sia ai fini di una migliore prevenzione primaria della trombosi arteriosa, sia per un più corretto approccio terapeutico nella prevenzione secondaria di nuovi eventi trombotici.

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