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MINERVA CARDIOANGIOLOGICA

Rivista sulle Malattie del Cuore e dei Vasi


Official Journal of the Italian Society of Angiology and Vascular Pathology
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ARTICOLI ORIGINALI  


Minerva Cardioangiologica 2001 October;49(5):297-306

lingua: Italiano

La rivascolarizzazione coronarica senza circolazione extracorporea. Indicazioni attuali, tecnica chirurgica e risultati

Zanobini M., Mantovani A., Cannata A., Pompilio G., Polvani G. L., Parolari A., Alamanni F., Agrifoglio M., Biglioli P.


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Obiettivo. Scopo del presente lavoro è stato seguire l'evoluzione, nel tempo, dell'utilizzo della rivascolarizzazione miocardica a cuore battente presso il Centro Cardiologico Fondazione «Monzino».
Metodi. Dal marzo 1995 al giugno 2000 sono stati operati 506 pazienti a cuore battente: 313 fino al maggio 1999 e 193 nel restante periodo, dopo l'introduzione dell'utilizzo di stabilizzatori e di shunt, per garantire un campo chirurgico esangue, con minimo movimento e una per fusione miocardica continua. L'accesso chirurgico è stato fornito, in 408 casi, dalla sternotomia mediana, mentre in 98 casi dalla minitoracotomia anteriore sinistra.
Risultati. Gli interventi effettuati con criterio di scelta sono passati, dal I al II periodo, dal 61 all'83% e le patologie trivascolari trattate dal 33 al 50% circa, con un incremento dei bypass confezionati su a. circonflessa e coronaria destra. La mortalità ospedaliera è calata dall'1,3 allo 0,5% e l'IMA (infarto miocardico acuto) perioperatorio dal 3,8 allo 0,5% nel gruppo operato in sternotomia mediana, con degenza media diminuita da 8 a 7 giorni circa [risultati sovrapponibili a quelli dei pazienti operati in CEC (circolazione extracorporea)], mentre nei pazienti operati in MTS (minitoracotomia anteriore sinistra) non si è mai registrato alcun decesso, l'evento IMA perioperatorio è calato dal 3,9 allo 0% e i giorni di degenza postoperatori da 6 a 5. La pervietà angiografica del graft è aumentata dal 92,3 al 100%.
Conclusioni. Attualmente è possibile effettuare rivascolarizzazioni complete anche su un cuore battente e l'anastomosi può essere confezionata con un'accuratezza paragonabile a quella degli interventi in CEC, in modo agevole e riproducibile. Pertanto l'intervento senza CEC, che consente inoltre una notevole riduzione dei costi, potrebbe essere considerato estendibile a tutti i pazienti, e non più riservato ai casi ad alto rischio operatorio.

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