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MINERVA CARDIOANGIOLOGICA

Rivista sulle Malattie del Cuore e dei Vasi


Official Journal of the Italian Society of Angiology and Vascular Pathology
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ARTICOLI ORIGINALI  


Minerva Cardioangiologica 2000 December;48(12):435-40

Copyright © 2000 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese, Italiano

Confronto tra bypass cardiopolmonare totale ipotermico e normotermico (Studio randomizzato su 132 pazienti)

Parodi E., Lijoi A., Scarano F., Podestà A., Cisico S., Brisighella A., Passerone G. C.


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Introduzione. È stato condotto uno studio randomizzato per confrontare il bypass cardiopolmonare in corso di interventi cardiochirurgici condotto in condizioni di ipotermia con quello effettuato in normotermia.
Metodi. Sono stati inseriti nello studio 132 pazienti che dovevano essere sottoposti ad intervento cardiochirurgico con utilizzo di bypass cardiopolmonare. Essi sono stati divisi in due gruppi mediante randomizzazione. Il primo gruppo è stato sottoposto a bypass cardiopolmonare normotermico e il secondo a bypass cardiopolmonare ipotermico (tra 26 e 30°C).
Risultati. Non abbiamo osservato alcuna differenza significativa tra i due gruppi per quanto riguarda la mortalità, l'incidenza di complicanze neurologiche, la necessità di emotrasfusioni e i valori di ematocrito, emoglobina, piastrine, transaminasi glutammico-piruvica e glutammico-ossalacetica, e creatinfosfochinasi a 12, 24 ore e a 2, 3, e 4 giorni dall'intervento.
Sono state invece osservate differenze significative tra i due gruppi in relazione al tempo di estubazione, alla durata del ricovero in unità di terapia intensiva e alla necessità di infusione endovenosa di inotropi.
Il bypass cardiopolmonare normotermico ha infatti richiesto minori tempi di intubazione tracheale ed ha permesso una più precoce dimissione del paziente dalla terapia intensiva. Noi riteniamo che questo sia correlato con una minore necessità di farmaci inotropi.
Non abbiamo parimenti osservato alcun incremento di rischio chirurgico.
Conclusioni. Ci sembra quindi che l'utilizzo del bypass cardiopolmonare normotermico sia vantaggioso per la riduzione dei tempi di occupazione della terapia intensiva, della degenza e dei costi, unitamente a un maggiore comfort per i pazienti.

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