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MINERVA CARDIOANGIOLOGICA

Rivista sulle Malattie del Cuore e dei Vasi


Official Journal of the Italian Society of Angiology and Vascular Pathology
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ARTICOLI ORIGINALI  


Minerva Cardioangiologica 2000 December;48(12):427-34

lingua: Inglese, Italiano

Aritmie ventricolari ed ipertrofia ventricolare sinistra nell'ipertensione essenziale

Palmiero P., Maiello M.


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Obiettivo. Una mortalità cardiaca più elevata è presente tra i pazienti affetti da ipertensione arteriosa essenziale, ancor più in presenza di ipertrofia ventricolare sinistra e/o aritmie ventricolari. In tutti i precedenti studi, sull'ipertensione arteriosa, il criterio di inclusione è stato una pressione arteriosa diastolica > 95 mmHg, che però è un criterio a bassa selettività. Il nostro studio cerca di valutare l'incidenza di aritmie ventricolari, in pazienti ipertesi, ancora non in terapia farmacologica e con diagnosi formulata con il monitoraggio ambulatoriale della pressione arteriosa delle 24 ore, ambulatory blood pressure monitoring (ABPM), che rappresenta un criterio più selettivo del semplice valore pressorio diastolico proposto dall'OMS.
Metodi. Centoventotto pazienti consecutivi affetti da ipertensione arteriosa, secondo regola OMS, furono sottoposti ad ABPM per 24 ore. Ottantacinque tra loro (66,4%), presentarono una pressione arteriosa media delle 24 ore > 135/85 mmHg. Tutti questi pazienti furono sottoposti ad Ecocardiografia Mono e Bidimensionale, P.W. Doppler ed Elettrocardio gramma dinamico delle 24 ore secondo Holter.
Risultati. Sessanta pazienti (70,6%) presentavano ipertrofia ventricolare sinistra, 25 erano esenti (29,4%). Trentasei pazienti (42,4%) presentavano disfunzione diastolica del ventricolo sinistro, 49 erano esenti (57,6%). Secondo la classificazione di Lown and Wolf, per le aritmie ventricolari 20 pazienti (23,5%) avevano un'aritmia in I Classe, 5 (5,9%) in II Classe, 4 (4,7%) in III Classe, 9 (10,6%) in Classe IV A, 20 (23,5%) in Classe IV B, 12 (14,1%) in Classe V e 15 pazienti (17,6%) erano esenti da aritmie ventricolari e perciò in Classe 0.
Nel nostro studio ipertrofia ventricolare sinistra correla in maniera significativa con la Classe dell'aritmia, r= 0,552 per p<0,0001, così come la disfunzione diastolica del ventricolo sinistro con la Classe dell'aritmia, r= 0,495 per p<0,0001.
Esiste anche una buona correlazione tra ipertrofia ventricolare sinistra e disfunzione diastolica del ventricolo sinistro, r= 0,616 per p<0,0001. Tra i pazienti affetti sia da ipertrofia ventricolare sinistra che da disfunzione diastolica del ventricolo sinistro la correlazione è più stretta r=0,586 per p<0,0007.
Conclusioni. Concludiamo che l'uso di un criterio più selettivo nella diagnosi di ipertensione arteriosa, serve ad identificare pazienti che presentano una correlazione, statisticamente altamente significativa tra ipertrofia ventricolare sinistra e Classe dell'aritmia ventricolare, così come è altamente significativa la correlazione tra la disfunzione diastolica del ventricolo sinistro e la Classe dell'aritmia ventricolare.
Questi pazienti si trovano in uno stadio più avanzato della malattia ipertensiva e vanno individuati per la prevenzione primaria degli eventi cardiovascolari maggiori.

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