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MINERVA CARDIOANGIOLOGICA

Rivista sulle Malattie del Cuore e dei Vasi


Official Journal of the Italian Society of Angiology and Vascular Pathology
Indexed/Abstracted in: EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
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CASI CLINICI  


Minerva Cardioangiologica 2000 October;48(10):309-16

Copyright © 2000 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese, Italiano

La trombosi di protesi valvolari cardiache meccaniche. Trombolisi vs trattamento chirurgico

Podestà A., Carmagnini E., Parodi E., Dottori V., Crivellari R., Audo A., Ignazzi B., Passerone G. C.


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In questo studio sono riportati i casi di due pazienti di sesso maschile portatori di protesi valvolare meccanica in sede mitralica che, successivamente all'intervento d'impianto valvolare, hanno presentato formazione di trombi. I due pazienti sono stati trattati con successo con terapia trombolitica non evidenziando recidive ai successivi controlli; nel secondo caso presentato a pochi giorni dalla dimissione si è verificata una claudicatio intermittens da verosimile evento emobolico. Riportiamo la casistica del nostro centro relativa alle complicanze riscontrate in pazienti portatori di protesi valvolari cardiache dal 1° gennaio 1982 al 3 settembre 1999. Da una attenta analisi dei dati a nostra disposizione è emerso che nell'83% dei casi la formazione di trombi seguiva una inadeguata scoagulazione dovuta soprattutto alla sospensione dei dicumarolici in previsione di interventi chirurgici. La sintomatologia presentata dai pazienti trattati presso il nostro centro spaziava da un quadro quasi totalmente asintomatico nelle trombosi non ostruttive, ad un quadro di edema polmonare acuto e shock cardiogeno nelle trombosi severamente ostruttive. La letteratura contemporanea ha ampiamente dimostrato la buona efficacia della terapia trombolitica in questo tipo di complicanza, anche se in questo senso la strada da percorrere rimane ancora molta. A nostro avviso l'indirizzo al trattamento chirurgico o alla terapia medica deve essere ben valutato caso per caso a seconda della protesi ma soprattutto a seconda delle condizioni del paziente, privilegiando il trattamento trombolitico in quei pazienti che presentano un rischio chirurgico elevato.

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