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Rivista sulle Malattie del Cuore e dei Vasi


Official Journal of the Italian Society of Angiology and Vascular Pathology
Indexed/Abstracted in: EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 0,752

 

Minerva Cardioangiologica 2000 Marzo;48(3):79-88

 REVIEW

Danno cardiaco da irradiazione terapeutica sul torace. Importanza, valutazione e trattamento

Vallebona A.

Il danno cardiaco da irradiazione terapeutica sul torace, con le sue manifestazioni cliniche, sta diventando un problema molto attuale e di prevalenza sempre crescente al migliorare della prognosi di molti tipi di tumore. La maggior parte dei pazienti con cardiopatia da radiazioni è costituita dai sopravvissuti alla malatta di Hodgkin, seguono i linfomi non Hodgkin, il carcinoma dell'esofago, i timomi, i tumori del polmone, i tumori della mammella e le metastasi mediastiniche del seminoma. La pericardite è la manifestazione più nota di danno cardiaco da radiazioni, o attinico, ma nessuna struttura cardiaca è risparmiata dalle alterazioni strutturali e conseguentemente funzionali. La miocardiopatia, tipicamente ad evoluzione restrittiva, può essere responsabile di scompenso cardico congestizio. La coronaropatia ostruttiva è particolarmente temibile a causa della predilezione per il tronco comune e per i segmenti coronarici ostiali.
Tutti i pazienti sottoposti a radioterapia sul torace necessitano di una valutazione cardiologica periodica.
Particolare attenzione va prestata ai fattori di rischio per danno cardiaco da radiazioni quali la precedente chemioterapia, l'impiego di dosi superiori a 4000 Rad, l'applicazione nelle vicinanze del cuore o sul lato sinistro del torace.
La limitazione del danno si fonda essenzialmente sulla prevenzione. Ottimi risultati si sono ottenuti con il frazionamento delle dosi, la copertura zonale con «split» e l'impiego di radiazioni ad elevata energia. Molto ci si attende dall'ulteriore affinamento delle tecniche radioterapiche, unitamente alla massima comprensione del rischio individuale del singolo paziente. Il cardiologo consulente dovrebbe collaborare più strettamente con il radioterapista e con l'oncologo, garantendo competenza specifica e continuità assistenziale.

lingua: Inglese, Italiano


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