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MINERVA CARDIOANGIOLOGICA

Rivista sulle Malattie del Cuore e dei Vasi


Official Journal of the Italian Society of Angiology and Vascular Pathology
Indexed/Abstracted in: EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
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ARTICOLI ORIGINALI  


Minerva Cardioangiologica 1999 Aprile;47(4):121-6

lingua: Italiano

Complicanze neurologiche nella tromboendoarteriectomia carotidea

Garofalo M., Borioni R., Albano P., Nardi P., Colagrande L., Seddio F., Scafuri A., Chiariello L.


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Obiettivo. La tromboendoarteriectomia carotidea (CEA) non raramente è eseguita al fine di prevenire accidenti cerebrovascolari. Ovviamente è importante che la morbilità neurologica della procedura sia contenuta entro limiti accettabili (<2%).
Metodi. Dal gennaio 1991 al dicembre 1997 su 216 pazienti (169 maschi, 47 femmine, età media 66,6±14,2 anni, range 43-81) sono state eseguite 239 CEA. Di principio si è eseguita un'arterioplastica mediante patch in dacron precoaugulato, ad eccezione dei casi in cui il diametro residuo della carotide interna risultava superiore a 5 mm; uno shunt di Javid è stato impiegato selettivamente in caso di «stump pressure» <50 mmHg.
Risultati. Non si sono verificate complicanze neurologiche maggiori. In 3 casi (1,2%) si è verificato un deficit neurologico focale reversibile.
La morbilità neurologica correlata alla CEA sembra correlabile principalmente a motivi tecnici oppure ad ischemia cerebrale da clampaggio.
Conclusioni. L'utilizzazione estensiva dell'arterioplastica con patch e l'impiego selettivo dello shunt di protezione promuovono la migliore riuscita tecnica dell'intervento, contenendone significativamente la morbilità.

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