Home > Riviste > Minerva Cardioangiologica > Fascicoli precedenti > Minerva Cardioangiologica 1999 January-February;47(1-2) > Minerva Cardioangiologica 1999 January-February;47(1-2):7-14

ULTIMO FASCICOLO
 

ARTICLE TOOLS

Estratti

MINERVA CARDIOANGIOLOGICA

Rivista sulle Malattie del Cuore e dei Vasi


Official Journal of the Italian Society of Angiology and Vascular Pathology
Indexed/Abstracted in: EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 0,752


eTOC

 

ARTICOLI ORIGINALI  


Minerva Cardioangiologica 1999 January-February;47(1-2):7-14

lingua: Inglese, Italiano

Rivascolarizzazione del piede diabetico ischemico mediante bypass popliteo-distale

Cavallini M., Caterino S., Murante G.


PDF  


Obiettivo. L'impiego del bypass popliteo-distale in vena autologa per il trattamento del piede diabetico ischemico è una tecnica popolarizzata solo in questa ultima decade.
Metodi. Gli Autori riferiscono su una serie consecutiva di 15 bypass popliteo-distali in vena safena autologa invertita per correggere una grave condizione di ischemia critica del piede (ossimetria trans-cutanea media 5,3±4,1 mmHg) con lesione gangrenosa dell'avampiede.
Risultati. Nessuna mortalità operatoria è stata osservata. Al follow-up medio di 35±23 mesi (limiti 3-84 mesi) 4 bypass sono risultati occlusi e 2 di questi sono stati trattati chirurgicamente con successo. Negli altri 2 casi un paziente è stato sottoposto ad amputazione maggiore mentre il secondo conserva l'arto a distanza di circa 2 anni dall'intervento. La sopravvivenza funzionale primaria e secondaria dei bypass e la conservazione degli arti sono state calcolate con «life table analysis» e sono risultate a 2 anni del 79,3, 86,2 e 93,1% rispettivamente (ES<10%).
Conclusioni. I risultati di questa piccola esperienza personale e la revisione della letteratura confermano la validità ed affidabilità dell'intervento di bypass popliteo-distale per la correzione di casi particolari di piede diabetico ischemico ed indicano la necessità di un atteggiamento chirurgico di rivascolarizzazione più aggressivo per il salvataggio di questi arti altrimenti destinati all'amputazione maggiore.

inizio pagina

Publication History

Per citare questo articolo

Corresponding author e-mail