Home > Riviste > Minerva Anestesiologica > Fascicoli precedenti > Minerva Anestesiologica 2006 October;72(10) > Minerva Anestesiologica 2006 October;72(10):827-39

ULTIMO FASCICOLO
 

ARTICLE TOOLS

Estratti

MINERVA ANESTESIOLOGICA

Rivista di Anestesia, Rianimazione, Terapia Antalgica e Terapia Intensiva


Official Journal of the Italian Society of Anesthesiology, Analgesia, Resuscitation and Intensive Care
Indexed/Abstracted in: Current Contents/Clinical Medicine, EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 2,623


eTOC

 

ARTICOLI ORIGINALI  ANESTESIAFREEfree


Minerva Anestesiologica 2006 October;72(10):827-39

Copyright © 2006 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano, Inglese

Gestione anestesiologica e outcome di 100 bypass aortocoronarici a cuore battente

Zangrillo A., Gerli C., Landoni G., Sparicio D., Roberti A., Sottocorna O., Mantovani L., Scandroglio A. M., Crescenzi G.

Department of Cardiovascular Anesthesia and Intensive Care Vita-Salute University of Milan IRCCS San Raffaele Hospital, Milan, Italy


FULL TEXT  


Obiettivo. Lo scopo del presente lavoro è decrivere la gestione anestesiologica e l’outcome della rivascolarizzazione coronarica a cuore battente.
Metodi. È stato svolto uno studio prospettico, presso un ospedale universitario, su 100 pazienti adulti consecutive sottoposti a rivascolarizzazione coronarica a cuore battente. I punti salienti della gestione anestesiologica sono il mantenimento della stabilità emodinamica e del contributo diastolico atriale.
Risultati. L’introduzione degli stabilizzatori meccanici ha migliorato le gestione di questi pazienti. L’incidenza di complicazioni è stata: mortalità ospedaliera 1%; infarto miocardico acuto 3%; sindrome da bassa gittata 2%; fibrillazione atriale 16%. L’incidenza di insufficienza renale acuta postoperatoria è stata limitata al 2% e in nessun caso si è reso necessario un trattamento sostitutivo renale. Non è stato registrato nessun evento neurologico. Solo il 19% dei pazienti ha ricevuto emotrasfusioni. Il 97% dei pazienti è stato estubato entro 12 h dalla fine dell’ intervento.
Conclusioni. La strategia anestesiologica applicata, combinata a una buona tecnica chirurgica e all’uso di dispositivi innovativi, rende questo tipo di chirurgia sicura anche in pazienti ad alto rischio.

inizio pagina

Publication History

Per citare questo articolo

Corresponding author e-mail