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MINERVA ANESTESIOLOGICA

Rivista di Anestesia, Rianimazione, Terapia Antalgica e Terapia Intensiva


Official Journal of the Italian Society of Anesthesiology, Analgesia, Resuscitation and Intensive Care
Indexed/Abstracted in: Current Contents/Clinical Medicine, EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 2,036


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CASI CLINICI  RIANIMAZIONE


Minerva Anestesiologica 2006 July-August;72(7-8):675-82

lingua: Italiano, Inglese

Impiego del fattore VII attivato ricombinante (rFVIIa-NovoSeven) nel trattamento di una emorragia post-chirurgica incontrollabile in una paziente portatrice di trombosi venosa profonda e di filtro cavale. Un caso clinico

Marson F., Farnia A., Callegher L., Casagrande L., Surdu M., Sarpellon M.

Department of Anesthesia and Intensive Care S. Maria dei Battuti Hospital ULSS 9, Treviso, Italy


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Descriviamo il caso di una paziente di sesso femminile di 37 anni affetta da insufficienza renale sottoposta a trapianto renale da cadavere. Dopo alcuni giorni presentò un’emorragia severa nella sede chirurgica associata a una trombosi venosa profonda ad un arto inferiore. Poiché la terapia anticoagulante era controindicata, fu posizionato un filtro in vena cava inferiore. Dopo numerose trasfusioni di globuli rossi, plasma fresco e piastrine e dopo ripetuti interventi chirurgici inefficaci, fu somministrata quale ultima risorsa una singola dose di 70 µg/kg di peso corporeo di fattore VII attivato ricombinante (rFVIIa). Il farmaco fu efficace e provocò la risoluzione completa e rapida dell’emorragia. Nonostante la paziente presentasse due fattori che avrebbero potuto favorire una complicanza trombotica, vale a dire una trombosi venosa profonda e un filtro cavale, la somministrazione del rFVIIa non peggiorò il processo trombotico in atto. rFVIIa è un nuovo agente emostatico che è stato inizialmente impiegato in pazienti emofilici. In seguito è stato usato con successo in soggetti non emofilici per trattare diversi disordini coagulativi congeniti o acquisiti. E’ stato ipotizzato un potenziale effetto trombogeno del rFVIIa sulla base di alcuni casi clinici, ma non esistono studi controllati sull’argomento. In questo case report l’impiego del rFVIIa si è rivelato efficace e sicuro nonostante l’esistenza di diversi fattori trombogeni.

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