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MINERVA ANESTESIOLOGICA

Rivista di Anestesia, Rianimazione, Terapia Antalgica e Terapia Intensiva


Official Journal of the Italian Society of Anesthesiology, Analgesia, Resuscitation and Intensive Care
Indexed/Abstracted in: Current Contents/Clinical Medicine, EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
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Minerva Anestesiologica 2006 July-August;72(7-8):637-44

Copyright © 2006 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano, Inglese

Levobupivacaina versus bupivacaina racemica per anestesia spinale in chirurgia ortopedica maggiore

Fattorini F. 1, Ricci Z. 1, Rocco A. 1, Romano R. 2, Pascarella M. A. 1, Pinto G. 3

1 Department of Anaesthesiological Sciences Critical Medicine and Pain Therapy University of Rome “La Sapienza”, Rome, Italy 2 Department of Neurosciences, Service of Anaesthesia and Critical Care Università Politecnica delle Marche, Ancona, Italy 3 UOC of Anaesthesia and Intensive Care Medicine University of Rome “La Sapienza” II Faculty, Rome, Italy


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Obiettivo. La levobupivacaina è un nuovo anestetico locale, di recente introduzione nella pratica clinica per le ridotte cardiotossicità e neurotossicità. Già sperimentata in anestesia epidurale e nelle tecniche loco-regionali, risultano ancora scarsi i dati riguardanti le sue caratteristiche in anestesia spinale.
Scopo del nostro lavoro è stato quello di confrontare le caratteristiche cliniche ed anestetiche di levobupivacaina e bupivacaina racemica, somministrate in anestesia spinale a 60 pazienti candidati a chirurgia ortopedica maggiore.
Metodi. Sono stati somministrati 3 ml di levobupivacaina 0,5% (gruppo L) e di bupivacaina isobarica 0,5% (gruppo B) a 30 pazienti ciascuna. I blocchi sensitivo e motorio sono stati valutati mediante pinprick test e scala di Bromage modificata, rispettivamente. Sono stati inoltre registrati i parametri vitali, la VAS e l’analgesia integrativa postoperatorie.
Risultati. Non si sono osservate differenze statisticamente significative tra i 2 gruppi per potenza anestetica e dolore postoperatorio. La frequenza cardiaca e la pressione arteriosa media sono lievemente diminuite in entrambi i gruppi, senza differenze preoperatorie significative. Ciò nondimeno, la puntura spinale si è accompagnata ad ipotensione severa e bradicardia in 2 pazienti del gruppo B, con pronto ed efficace ripristino dell’emodinamica in entrambi i casi, senza ulteriori complicanze.
Conclusioni. In conclusione, in anestesia spinale la levobupivacaina rappresenta una valida alternativa alla bupivacaina racemica, pur rimanendo quest’ultima un efficace ed economico anestetico locale. Nonostante la totale assenza di significative complicanze emodinamiche nel gruppo L, sono necessari nuovi e più ampi studi per stabilire se la levobupivacaina sia preferibile alla bupivacaina al fine di minimizzare il possibile impatto cardiovascolare dell’anestesia spinale.

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