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ULTIMO FASCICOLOMINERVA ANESTESIOLOGICA

Rivista di Anestesia, Rianimazione, Terapia Antalgica e Terapia Intensiva


Official Journal of the Italian Society of Anesthesiology, Analgesia, Resuscitation and Intensive Care
Indexed/Abstracted in: Current Contents/Clinical Medicine, EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 2,036


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REVIEW  


Minerva Anestesiologica 2006 Luglio-Agosto;72(7-8):605-25

lingua: Italiano, Inglese

Nuove tecnologie per il monitoraggio cerebrale non invasivo: ossimetria cerebrale continua

Casati A., Spreafico E., Putzu M., Fanelli G.

Department of Anesthesiology, Ospedale Maggiore University of Parma, Parma, Italy


FULL TEXT  ESTRATTI


Sebbene il sistema nervoso centrale sia il target primario della maggior parte degli anestetici generali, è ancora l’organo meno monitorato nella pratica clinica anestesiologica. Nell’ultima decade, la ricerca tecnologica ha ampliato l’applicazione dell’ossimetria cerebrale per consentire il monitoraggio continuo, non invasivo e al letto del paziente della saturazione cerebrale attraverso lo scalpo e la calotta cranica, apportando accurate informazioni sul bilancio tra apporto e domanda di ossigeno. L’obiettivo di questa review è di fornire un panorama sui principali aspetti tecnologici del monitoraggio della saturazione cerebrale (rSO2), descrivere un approccio sistematico al loro utilizzo, e riassumere le informazioni correnti sul loro possibile impatto nella nostra pratica clinica quotidiana. Abbiamo passato in rassegna studi pubblicati sulle principali riviste biomedche riguardanti lo sviluppo tecnologico e le applicazioni cliniche del monitoraggio della rSO2 in differenti campi della pratica clinica. A causa della variabilità del valore basale di rSO2 in ogni paziente, tale valore dovrebbe essere definito prima dell’induzione dell’anestesia generale, mentre l’ischemia cerebrale si correla principalmente con la riduzione dell’rSO2 rispetto al valore basale piuttosto che al valore assoluto: una riduzione del 20% rispetto al valore basale viene solitamente utilizzato come soglia clinica indicativa di ischemia cerebrale. Se la rSO2 basale è inferiore al 50% la soglia critica dovrebbe essere ridotta al 15%. E’ stato dimostrato che l’utilizzo routinario del monitoraggio della rSO2 nei pazienti sottoposti a cardiochirurgia al fine di guidare il piano anestesiologico, migliora l’outcome del paziente e riduce i tempi di ricovero ospedaliero. Tuttavia, il monitoraggio della rSO2 non sembra fornire informazioni sufficientemente adeguate per porre indicazione al posizionamento di un shunt di Javid durante endoarteriectomia carotidea. Nei pazienti con patologie neurologiche o traumi cranici, il monitoraggio della rSO2 si è dimostrato sufficientemente accurato nel riconoscere quelle variazioni precoci del flusso cerebrale che potrebbero esitare in un’ischemia cerebrale. Nei pazienti anziani sottoposti a chirurgia addominale maggiore, l’uso del monitoraggio della rSO2 per guidare il piano anestesiologico si è dimostrato adeguato nel ridurre l’esposizione all’ischemia cerebrale, con minori effetti sul decadimento cognitivo postoperatorio e tempi di ricovero più brevi. In conclusione numerose condizioni cliniche che si presentano routinariamente nella nostra pratica quotidiana possono potenzialmente rompere l’equilibrio del bilancio tra apporto e domanda di ossigeno, esponendo il paziente al rischio di ischemia cerebrale intraoperatoria. Queste alterazioni nel bilancio dell’ossigeno cerebrale non possono essere riconosciute a meno che non vengano specificamente monitorate, mentre la possibilità di monitorare la saturazione regionale cerebrale attraverso un dispositivo semplice e totalmente non invasivo può permettere di adattare il nostro piano anestesiologico alle reali esigenze del nostro principale organo target: il cervello.

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