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MINERVA ANESTESIOLOGICA

Rivista di Anestesia, Rianimazione, Terapia Antalgica e Terapia Intensiva


Official Journal of the Italian Society of Anesthesiology, Analgesia, Resuscitation and Intensive Care
Indexed/Abstracted in: Current Contents/Clinical Medicine, EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 2,036


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SMART SUMMER  SMART 2006 - Milano, 10-12 maggio 2006


Minerva Anestesiologica 2006 June;72(6):587-95

Copyright © 2006 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

Role of extracorporeal lung assist in the treatment of acute respiratory failure

Kopp R., Dembinski R., Kuhlen R.

Department of Surgical Intensive Care Medicine University Hospital Aachen RWTH Aachen University, Aachen, Germany


FULL TEXT  


Il trattamento convenzionale tramite strategie ventilatorie protettive è spesso insufficiente per prevenire ipossie rischiose per la sopravvivenza nel caso di pazienti affetti da grave sindrome da difficoltà respiratoria acuta (acute respiratory distress syndrome, ARDS) e sono necessarie strategie aggiuntive.
Le tecniche denominate «extracorporeal lung assist» (ECLA) o «extracorporeal membrane oxygenation» (ECMO), che si avvalgono di ossigenatori a membrana capillare, possono garantire sufficiente scambio gassoso e riposo polmonare. Due trial randomizzati riportavano mortalità invariata con l’utilizzo di ECMO. Oggi, in caso di grave ARDS, si utilizza una tecnica ECMO tecnologicamente migliorata, che utilizza un algoritmo clinico; differenti studi hanno dimostrato una percentuale di sopravvivenza del 56%. Sono disponibili anche apparecchiature miniaturizzate per ECMO, con pompe ottimizzate e ossigenatori, che possono migliorare la sicurezza e la gestione clinica.
Un altro approccio consiste nell’applicazione di «interventional lung assist» (ILA) artero-venoso senza pompa e con ossigenatore a bassa resistenza. I vantaggi di questa tecnica sembrano essere una gestione clinica semplificata e minor danno ematico.
Al momento si stanno sviluppando nuove apparecchiature per la gestione dell’insufficienza respiratoria cronica o per bridge al trapianto polmonare. Gli ossigenatori con bassa resistenza al flusso possono si possono impiantare in posizione paracorporea e utilizzano il ventricolo destro come generatore di pressione. È stato sviluppato un ossigenatore intravascolare che combina una pompa vascolare miniaturizzata e un ossigenatore per l’impianto in vena cava. Trial clinici ben progettati sono necessari per dimostrare i benefici clinici di queste apparecchiature sperimentali.

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