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MINERVA ANESTESIOLOGICA

Rivista di Anestesia, Rianimazione, Terapia Antalgica e Terapia Intensiva


Official Journal of the Italian Society of Anesthesiology, Analgesia, Resuscitation and Intensive Care
Indexed/Abstracted in: Current Contents/Clinical Medicine, EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 2,623


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  SMART 2006 - Milano, 10-12 maggio 2006FREEfree


Minerva Anestesiologica 2006 June;72(6):419-32

Copyright © 2006 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

Continuous Quality Improvement in Intensive Care Medicine. The GiViTI Margherita Project - Report 2005

Boffelli S. 1, Rossi C. 1, Anghileri A. 1, Giardino M. 1, Carnevale L. 2, Messina M. 3, Neri M. 4, Langer M. 5, Bertolini G. 1, for the GiViTI group, Gruppo Italiano per la Valutazione degli Interventi in Terapia Intensiva (Italian Group for the Evaluation of Interventions in Intensive Care Medicine) 

1 Clinical Epidemiology Laboratory Mario Negri Research Institute Ranica (Bergamo), Italy; 2 Anesthesia and Intensive Care Unit II San Matteo Polyclinic, IRCCS, Pavia, Italy; 3 Anesthesia and Intensive Care Unit Civil Hospital, Olbia, Italy; 4 Anesthesia and Intensive Care Unit Bellaria Hosital, Bologna, Italy; 5 Anesthesia and Intensive Care Unit National Cancer Institute, Milan, Italy


FULL TEXT  


Obiettivo. La valutazione della qualità dell’assistenza nella terapia intensiva è ormai un obbligo nel moderno sistema sanitario. In Italia, il Gruppo Italiano per la Valutazione degli Interventi in Terapia Intensiva (GiViTI) sta lavorando in questo settore sin dal 1991 ed attualmente coinvolge 295 delle circa 450 unità di terapia intensiva Italiane. Nel 2002 GiViTI ha lanciato un progetto per la valutazione continua della qualità e del miglioramento dell’assistenza al quale hanno aderito sinora 180 centri. Vengono presentati e analizzati i dati raccolti nel 2005.
Metodi. Tutti i dati dei pazienti ricoverati sono stati immessi in software validato, che consente il controllo della validità di moltissimi dati durante la loro immissione. I dati sono stati ulteriormente rivisti dal centro coordinatore; per ogni unità di terapia intensiva, i pazienti ricoverati nei mesi nei quali più del 10% dei dati era incompleto o non affidabile sono stati esclusi dall’analisi. Per ogni anno è stato creato un modello di regressione logistica multivariata per identificare i fattori predittivi di mortalità ospedaliera. Partendo dai modelli predittivi di mortalità ospedaliera SAPS2 e GiViTI 2004, sono state costruite due tabelle e due curve di calibrazione.
Risultati. Nel 2005 sono stati raccolti dalle 180 unità di terapia intensiva Italiane i dati relativi a 55246 pazienti. Dopo aver escluso i dati relativi ai mesi con un ingiustificato basso tasso di arruolamento o con meno del 90% di dati completi e affidabili, i casi valutabili rimasti sono stati 52816 (95,6%). Sebbene la mortalità cruda nel 2005 sia stata superiore dell’1% rispetto al 2004 (22,6% versus 21,5%), il tasso di mortalità aggiustato dimostra una riduzione statisticamente significativa (rapporto tra casi osservati e casi attesi: 0,96; 95% CI: 0,94-0,97).
Conclusioni. A parità di gravità clinica dei pazienti, le unità di terapia intensiva Italiane hanno ottenuto nel 2005 risultati migliori rispetto al 2004.

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for the GiViTI group, Gruppo Italiano per la Valutazione degli Interventi in Terapia Intensiva (Italian Group for the Evaluation of Interventions in Intensive Care Medicine)

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