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ULTIMO FASCICOLOMINERVA ANESTESIOLOGICA

Rivista di Anestesia, Rianimazione, Terapia Antalgica e Terapia Intensiva


Official Journal of the Italian Society of Anesthesiology, Analgesia, Resuscitation and Intensive Care
Indexed/Abstracted in: Current Contents/Clinical Medicine, EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 2,036


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  SMART 2006 - Milano, 10-12 maggio 2006


Minerva Anestesiologica 2006 Giugno;72(6):401-6

lingua: Inglese

Acquired weakness in the ICU: critical illness myopathy and polyneu

Khan J. 1, Burnham E. L. 2, Moss M. 2

1 Department of Neurology Division of Pulmonary, Allergy and Critical Care Medicine Emory University School of Medicine Atlanta, GA, USA
2 Department of Medicine Division of Pulmonary, Allergy and Critical Care Medicine Emory University School of Medicine Atlanta, GA, USA


FULL TEXT  ESTRATTI


Negli ultimi anni sono state identificate nei pazienti criticamente ammalati specifici disturbi neuromuscolari che compaiono durante il loro ricovero ospedaliero. Due di tali disturbi, la miopatia dell’ammalato critico (CIM, da critical illness myopathy) e la polineuropatia dell’ammalato critico (CIP, da critical illness polyneuropathy), sono state chiamamte in causa per spiegare l’aumentata morbidità che può prolungare di diversi mesi la guarigione.
È stata rivista la letteratura scientifica più recente riguardante la debolezza neuromuscolare nei pazienti ricoverati in unità di terapia intensiva, in particolare quella relativa a CIP e CIM, ponendo particolare attenzione alla diagnosi clinica ed elettrofisiologia e alla differenziazione tra questi due disturbi. Vengono anche fornite informazioni circa la prognosi e la terapia.
Le patologie comunemente trattate in un’unità di terapia intensiva, quali la sepsi, sono state frequentemente associate alla debolezza neuromuscolare e possono giocare un ruolo nello sviluppo di CIM e CIP, la cui incidenza nel paziente criticamente ammalato è superiore rispetto a quanto si pensava inizialmente. Sebbene difficili da diagnosticare sulla sola base dell’anamnesi e dei reperti clinici/laboratoristici, l’utilizzo dei test elettromiografici e di conduzione dell’impulso nervoso facilita la diagnosi. I dati relativi alla prognosi di questi disturbi sono limitati e al momento non vi sono terapie specifiche in grado di migliorarne il decorso.
La debolezza neuromuscolare acquisita colpisce un notevole numero di pazienti ricoverati in unità di terapia intensiva e può contribuire a peggiorare la loro qualità di vita dopo la dimissione. Sebbene siano disponibili tecniche diagnostiche, è comunque necessaria un’ulteriore ricerca per ottenere ulteriori informazioni sugli aspetti prognostici e sulle opzioni terapeutiche per questi pazienti.

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