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MINERVA ANESTESIOLOGICA

Rivista di Anestesia, Rianimazione, Terapia Antalgica e Terapia Intensiva


Official Journal of the Italian Society of Anesthesiology, Analgesia, Resuscitation and Intensive Care
Indexed/Abstracted in: Current Contents/Clinical Medicine, EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 2,036


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  SMART 2006 - Milano, 10-12 maggio 2006


Minerva Anestesiologica 2006 June;72(6):395-9

Copyright © 2006 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

Metabolic and endocrine effects of sedative agents

Carli F., Mistraletti G.

Department of Anaesthesia McGill University Health Centre Montreal, Quebec, Canada


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Le patologie metabolicamente critiche possono essere divide in due fasi: acuta e prolungata. Mentre la fase acuta, o ipermetabolica, è caratterizzata da elevate concentrazioni circolanti di ormoni catabolici e dall’utilizzazione dei substrati per fornire energia agli organi vitali, quella prolungata, o catabolica, della malattia critica è caratterizzata da una ridotta stimolazione endocrina e da una grave perdita della massa cellulare corporea. Gli agenti analgesici e sedativi più comunemente utilizzati nelle unità di terapia intensiva, se somministrati a dosi piccole o moderate, non interferiscono significativamente con il quadro metabolico. Tuttavia, le infusioni prolungate e gli alti dosaggi, in assenza di un adeguato monitoraggio del livello di sedazione e della qualità dell’analgesia, possono provocare morbidità. Gli aspetti metabolici dell’analgesia e della sedazione nelle unità di terapia intensiva necessitano di ulteriori ricerche, in particolar modo se viene utilizzata una strategia farmacologica multimodale, laddove lo scopo dei diversi interventi è quello di minimizzare il rischio di sovradosaggio e di contribuire all’attenuazione della risposta allo stress associata alla fase critica della malattia.

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