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MINERVA ANESTESIOLOGICA

Rivista di Anestesia, Rianimazione, Terapia Antalgica e Terapia Intensiva


Official Journal of the Italian Society of Anesthesiology, Analgesia, Resuscitation and Intensive Care
Indexed/Abstracted in: Current Contents/Clinical Medicine, EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 2,036


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  SMART 2006 - Milano, 10-12 maggio 2006


Minerva Anestesiologica 2006 June;72(6):353-6

lingua: Inglese

Hyponatremia, hypernatremia: a physiological approach

Offenstadt G. 1, Das V. 2

1 Medical Intensive Care Unit Hôpital Saint-Antoine, Paris, France
2 Epidemiology Research Unit Systèmes d'Information et Modélisation INSERM (U707), Paris, France


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La sodiemia rappresenta un punto di riferimento per l’intensivista pratico. Essa è un indicatore dello status d’idratazione, un aspetto che deve essere continuamente monitorato nei pazienti criticamente ammalati. L’iposodiemia non è rara (1-2% dei pazienti ricoverati), mentre l’ipersodiemia è 10 volte meno frequente dell’iposodiemia. Mentre l’ipersodiemia indica sempre l’ipertonicità, l’iposodiemia non è equivalente all’ipotonicità. La diagnosi dipende dall’anamnesi, dall’esame clincio e dai dati biochimici di base. A questo proposito si dovrebbe ricordare che la raccolta di un campione di urine è importante quanto la raccolta di un campione di plasma. Il primo passo consiste nel confermare che l’iposodiemia indichi ipotonia. Il secondo passo è quello di valutare la risposta renale all’ipotonicità. L’iposodiemia ipotonica si assocerà ad ipovolemia, euvolemia o ipervolemia. L’instaurarsi di uno stato iperosmolare richiede un apporto inadeguato di acqua. L’obiettivo principale del trattamento non è quello di normalizzare i “numeri” (che devono comunque essere valutati prima) ma di trattare i sintomi. Si deve sempre tener conto della tolleranza. Le formule matematiche proposte sono interessanti per comprendere meglio il problema, ma non devono essere seguite strettamente.

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