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Rivista di Anestesia, Rianimazione, Terapia Antalgica e Terapia Intensiva


Official Journal of the Italian Society of Anesthesiology, Analgesia, Resuscitation and Intensive Care
Indexed/Abstracted in: Current Contents/Clinical Medicine, EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 2,036

 

Minerva Anestesiologica 2006 Maggio;72(5):283-98

 REVIEW

Risks, benefits, alternatives and indications of allogenic blood transfusions

Madjdpour C., Heindl V., Spahn D. R.

Department of Anesthesiology University Hospital Lausanne Lausanne, Switzerland

Le emotrasfusioni allogeniche (RBC) sono associate a diverse condizioni non favorevoli, come limitata disponibilità, alti costi, multipli rischi ed effetti collaterali. In aggiunta, non sono ancora stati condotti nei pazienti chirurgici studi su campioni estesi per confrontare una indicazione ampia alla trasfusione (valori limite di emoglobina indicativi per la trasfusione 9-10 g/dl) con una indicazione più restrittiva (valori limite di emoglobina 7-9 g/dl).
Sono note differenti strategie per le trasfusioni nel periodo pre-, intra-, e postoperatorio. Le donazioni autologhe di sangue e la somministrazione di eritropoietina sono efficaci nel periodo preoperatorio. Durante la fase intraoperatoria possono essere utili per ridurre le emotrasfusioni allogeniche l’emodiluzione acuta normovolemica (ANH), il recupero cellulare, la terapia antifibrinolitica, farmaci anestetici specifici e specifiche tecniche chirurgiche, il monitoraggio della coagulazione, la tolleranza di un valore soglia minimo di emoglobina e l’utilizzo di trasportatori «artificiali» di ossigeno. Nel periodo postoperatorio il recupero cellulare, la terapia antifibrinolitica e la tolleranza di un valore soglia minimo di emoglobina possono rappresentare una alternativa alle emotrasfusioni.
Nel trattamento di un paziente sanguinante, la somministrazione iniziale di cristalloidi e colloidi per ripristinare e mantenere la normovolemia è importante. Le emotrasfusione sono raccomandate nelle seguenti circostanze: livelli di emoglobina <6 g/dl e per segni clinici di inadeguata ossigenazione come instabilità emodinamica, percentuale di estrazione dell’ossigeno >50% ed ischemia miocardica identificabile con insorgenza de novo di un sottoslivellamento ST >0,1 mV o sopraslivellamento ST >0,2 mV o anomalie della cinesi segmentaria all’ecocardiogramma transesofageo.
Lo scopo di questo articolo è quello di rivedere l’efficacia, i rischi e gli effetti collaterali delle emotrasfusioni, di discutere le strategie alternative e di riassumere le indicazioni correnti alle emotrasfusioni. Queste informazioni potranno essere di aiuto al medico per porre indicazione all’emotrasfusione quando strettamente necessaria.

lingua: Inglese


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