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MINERVA ANESTESIOLOGICA

Rivista di Anestesia, Rianimazione, Terapia Antalgica e Terapia Intensiva


Official Journal of the Italian Society of Anesthesiology, Analgesia, Resuscitation and Intensive Care
Indexed/Abstracted in: Current Contents/Clinical Medicine, EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 2,036


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REVIEW  


Minerva Anestesiologica 2006 May;72(5):255-67

lingua: Inglese

Molecular biology on the ICU. From understanding to treating sepsis

Winning J. 1, Claus R. A. 1, Huse K. 2, Bauer M. 1

1 Department for Anesthesiology and Intensive Care Medicine Friedrich-Schiller-University, Jena, Germany
2 Institute for Molecular Biotechnology (IMB) Genome Analysis, Jena, Germany


FULL TEXT  


Sempre più dati suggeriscono che oltre a fattori ben noti, quali la virulenza dei patogeni o la sede di infezione, le differenze individuali nella manifestazione della malattia sono il risultato di una predisposizione genetica del paziente ricoverato in un’Unità di Terapia Intensiva. Fattori genetici specifici potrebbero non solo predire il rischio di acquisire una grave infezione ma anche di sviluppare un deficit d’organo o, in definitiva, di morire. Di conseguenza, l’avvento delle tecniche molecolari, consentendo lo screening per un’ampia varietà di fattori genetici, quali i polimorfismi di un singolo nucleotide nei geni che controllano l’espressione di importanti sistemi di mediatori nei pazienti, così come il loro preciso bersaglio nei modelli animali di sepsi, stanno rivoluzionando la comprensione della patofisiologia del paziente criticamente ammalato. Gli strumenti della biologia molecolare sfidano i test diagnostici più avanzati, come l’emocoltura, dato che non solo aumentano la sensibilità ma riducono drammaticamente il tempo necessario per identificare i patogeni e i loro quadri di resistenza. Allo stesso modo, la conoscenza dei fattori genetici potrebbe in un prossimo futuro aiutare a identificare i pazienti a rischio, ad esempio quelli con un’elevata probabilità di sviluppare un deficit d’organo, o a guidare gli interventi terapeutici, in particolare quelli che riguardano le terapie che richiedono molte risorse e/o quelle costose (“teragnostici”). Mentre le opzioni terapeutiche della medicina intensiva molecolare, come le cellule staminali nel trattamento dell’insufficienza d’organo o il trasferimento genico terapeutico, saranno possibili in futuro e potrebbero divenire un’alternativa, la tecnologia del DNA ricombinante ha già un suo ruolo ben definito nella produzione di proteine umane ricombinanti, dall’insulina alla proteina C attivata.

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