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ULTIMO FASCICOLOMINERVA ANESTESIOLOGICA

Rivista di Anestesia, Rianimazione, Terapia Antalgica e Terapia Intensiva

Official Journal of the Italian Society of Anesthesiology, Analgesia, Resuscitation and Intensive Care
Indexed/Abstracted in: Current Contents/Clinical Medicine, EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 2,036

Periodicità: Mensile

ISSN 0375-9393

Online ISSN 1827-1596

 

Minerva Anestesiologica 2006 Gennaio-Febbraio;72(1-2):37-45

ANESTESIA 

 ARTICOLI ORIGINALI

Anestesia subaracnoidea per la perfusione antiblastica locoregionale con blocco circolatorio (stop-flow perfusion)

Carron M. 1, Innocente F. 1, Veronese S. 1, Miotto D. 2, Pilati P. 3, Rossi C. R. 3, Ori C. 1

1 Department of Pharmacology and Anesthesiology University of Padua, Padua, Italy
2 Department of Radiology University of Padua, Padua, Italy
3 Department of Oncological and Surgical SciencesUniversity of Padua, Padua, Italy

Obiettivo. La perfusione antiblastica locoregionale con blocco circolatorio (stop-flow perfusion, SFP) rappresenta un approccio terapeutico ai tumori solidi localizzati della pelvi e dell’arto inferiore in fase avanzata, quali il melanoma, i sarcomi dei tessuti molli e il carcinoma colorettale. Scopo del presente studio è stato di valutare se l’anestesia spinale sia un approccio anestesiologico sicuro e adeguato per questa procedura.
Metodi. Sono state eseguite, in sala d’angiografia, 30 SFP, 15 per neoplasie degli arti inferiori e 15 per neoplasie pelviche, in pazienti (ASA I-III) con età media di 59,1 anni (range 19-81). Ai pazienti sono state iniettate dosi diverse di bupivacaina (range 10-20 mg) in soluzione iperbarica 0,5% e 1% per via subaracnoidea lombare a diversi livelli (da T12-L1 a L3-L4). Per tutti è stato predisposto un monitoraggio standard (ECG, pulsossimetria, pressione arteriosa non invasiva). E’ stato annotato l’uso di altri farmaci anestetetici e analgesici durante e dopo l’intervento.
Risultati. Nell’80% dei casi la puntura subaracnoidea è stata eseguita ai livelli L1-L2 e L2-L3. In 2/3 dei casi sono state impiegate dosi di bupivacaina comprese tra 12 mg e 14 mg. L’anestetico è sempre stato impiegato in soluzione iperbarica allo 0,5% (8 pazienti) o all’1% (22 pazienti). Non sono state registrate complicanze anestesiologiche. Il controllo intraoperatorio del dolore è stato adeguato e completo, eccetto in un caso in cui l’intervento si è insolitamente prolungato. Nelle prime 6 h del periodo postoperatorio la somministrazione di analgesici non oppioidi è stata necessaria solo in 3 casi.
Conclusioni. L’anestesia spinale si è dimostrata una tecnica adeguata per l’esecuzione della SFP, agevole e sicura anche in un ambiente non convenzionale come la sala di angiografia, praticabile anche in pazienti in condizioni generali scadenti.

lingua: Italiano, Inglese


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