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MINERVA ANESTESIOLOGICA

Rivista di Anestesia, Rianimazione, Terapia Antalgica e Terapia Intensiva


Official Journal of the Italian Society of Anesthesiology, Analgesia, Resuscitation and Intensive Care
Indexed/Abstracted in: Current Contents/Clinical Medicine, EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 2,036


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REVIEWS  


Minerva Anestesiologica 2006 January-February;72(1-2):13-20

lingua: Inglese

Standards of care for ambulatory surgery. Are we up to speed

Jevtovic-Todorovic V.

Department of Anesthesiology University of Virginia Health System Charlottesville, USA


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Gli interventi chirurgici ambulatoriali stanno diventando sempre più comuni nella pratica anestesiologica quotidiana. Ciò comporta una maggiore richiesta di anestesisti che forniscano la loro opera per la valutazione preoperatoria e la preparazione del paziente, per la selezione ottimale dei casi e della tecnica chirurgica da impiegare, per l’efficienza, la sicurezza e l’assistenza post-anestesia. E’ quindi necessaria la partecipazione attiva di un anestesista per quanto riguarda tutti gli aspetti riguardanti l’organizzazione e il coordinamento del periodo perioperatorio. Negli ultimi 20 anni diversi studi hanno introdotto molti modelli di organizzazione per lo screening pre-anestesia, con l’obiettivo di soddisfare maggiormente il paziente, di controllare i costi e di diminuire i tempi di attesa per l’intervento chirurgico. Essendo stata stabilita l’importanza della valutazione anestesiologica circa il comfort del paziente e la durata del periodo di recupero post-anestesia in ambiente ambulatoriale, molti anestesisti hanno focalizzato la loro attenzione sulle diverse modalità di anestesia e delle tecniche per eseguirla, con particolarmente riguardo agli interventi preventivi (ad esempio la somministrazione pre-operatoria di antiemetici, il blocco nervoso periferico continuo). Infine, il superamento del tradizionale periodo di recupero nella camera di risveglio (“fast tracking”), che è stato valutato negli ultimi 10 anni e che è stato accettato come una modalità sicura e favorevole dal punto di vista del costo/beneficio, e che consente un’adeguata selezione dei pazienti.

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