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MINERVA ANESTESIOLOGICA

Rivista di Anestesia, Rianimazione, Terapia Antalgica e Terapia Intensiva


Official Journal of the Italian Society of Anesthesiology, Analgesia, Resuscitation and Intensive Care
Indexed/Abstracted in: Current Contents/Clinical Medicine, EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 2,036


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ARTICOLI ORIGINALI  ANESTESIA


Minerva Anestesiologica 2005 December;71(12):775-83

lingua: Inglese

High myocardial lactate concentration is associated with poor myocardial function prior to cardiopulmonary bypass

Heringlake M. 1, Bahlmann L. 1, Misfeld M. 2, Poeling J. 3, Leptien A. 1, Kraatz E. 2, Klaus S. 1

1 Department of Anesthesiology University of Luebeck, Lübeck, Germany
2 Department of Cardiac Surgery University of Luebeck, Lübeck, Germany
3 Department of Cardiac Surgery, Schuechtermann Clinic Bad Rothenfelde, Germany


FULL TEXT  


Obiettivo. Scopo di questo studio è stato analizzare la relazione esistente tra i livelli di lattato a livello miocardio, misurato tramite microdialisi, e gli aspetti emodinamici durante gli interventi di bypass aorto-coronarico e bypass cardiopolmonare.
Metodi. Per questo studio prospettico e osservazionale sono stati arruolati 20 pazienti consecutivi affetti da coronaropatia. Le misurazioni tramite microdialisi sono state eseguite nella regione apicale del cuore durante periodi compresi tra 15 e 20 min prima, durante e dopo bypass cardiopolmonare; contemporaneamente sono stati valutati gli aspetti emodinamici e le concentrazioni di lattato plasmatiche. L’analisi di correlazione ha rivelato una relazione tra la concentrazione di lattato a livello miocardico e la frazione di eiezione del ventricolo destro in condizioni basali (Spearman’s ρ: 0,6; P=0,02). I pazienti sono stati, quindi, divisi a seconda della concentrazione basale del lattato miocardico in un gruppo con alti valori di lattato (2,5±0,7 mMol.l-1, n=10) e in un gruppo con bassi valori (0,9±0,5 mMol.l-1, n=10).
Risultati. La frazione di eiezione del ventricolo sinistro, nel periodo preoperatorio, non era diversa tra i 2 gruppi (gruppo con alti valori di lattato miocardico: 53±16%; gruppo con bassi valori di lattato miocardico: 57±15%; P=ns). Prima del bypass cardiopolmonare i pazienti del gruppo con alti valori di lattato miocardico avevano un minor indice di gittata sistolica (P=0,005) e di frazione di eiezione del ventricolo destro (P=0,04), mentre dopo avevano una pressione venosa e arteriosa polmonare più elevata (P<0,01). Il livello di lattato nel plasma era significativamente più elevato durante il bypass cardiopolmonare nel gruppo con alti valori di lattato miocardio (P<0,05). Non è stata osservata alcuna correlazione tra il livello del lattato plasmatico e quello miocardico. Sei pazienti appartenenti al gruppo con alti valori di lattato miocardico, ma nessuno nel gruppo con bassi valori di lattato miocardio, ha avuto bisogno di supporto inotropo dopo lo svezzamento dal bypass cardiopolmonare (P=0,01).
Conclusioni. Questi dati suggeriscono un’associazione tra l’ischemia miocardica subclinica, rivelata tramite microdialisi, e la disfunzione miocardica perioperatoria nei pazienti sottoposti a bypass aorto-coronario. La microdialisi può rappresentare un valido mezzo aggiuntivo per il monitoraggio del metabolismo cardiaco durante gli interventi di cardiochirurgia

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