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ULTIMO FASCICOLOMINERVA ANESTESIOLOGICA

Rivista di Anestesia, Rianimazione, Terapia Antalgica e Terapia Intensiva

Official Journal of the Italian Society of Anesthesiology, Analgesia, Resuscitation and Intensive Care
Indexed/Abstracted in: Current Contents/Clinical Medicine, EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 2,036

Periodicità: Mensile

ISSN 0375-9393

Online ISSN 1827-1596

 

Minerva Anestesiologica 2005 Novembre;71(11):671-99

 REVIEW

Sepsi e disfunzione d’organo. La sfida continua

Gullo A. 1, Iscra F. 1, Di Capua G. 2, Berlot G. 1, Lucangelo U. 1, Chierego M. L. 1, Ristagno G. 1, Peratoner A. 1, Fasiolo S. 1, Consales C. 1, De Martino G. 2, Tufano R. 2

1 Department of Perioperative Medicine Intensive Care and Emergency Postgraduate School of Anaesthesia and Resuscitation, University of Trieste Azienda Mista Ospedaliero-Universitaria, Ospedali Riuniti di Trieste, Trieste, Italy
2 Department of Anaesthesia Resuscitation and Emergency, Postgraduate School of Anaesthesia and Resuscitation, University of Naples Policlinico Federico II, Naples, Italy

Negli ultimi anni il problema delle infezioni ha assunto un ruolo sempre più importante, in particolare nei reparti a elevate intensità di cure come le terapie intensive, la medicina d’urgenza, la chirurgia e l’area del malato critico. La sepsi rappresenta una sindrome complessa e multifattoriale in grado di svilupparsi secondo differenti gradazioni definite con i termini di «sepsi grave» e «shock settico». In queste condizioni, l’evento scatenante si somma a eventuali condizioni di ridotte riserve funzionali a carico di uno o più organi o apparati vitali aggravando la severità della prognosi sia nei pazienti con un quadro conclamato di sepsi sia nelle situazioni di sindrome da infiammazione sistemica. I dati sono allarmanti in quanto le diverse misure di prevenzione e di trattamento disponibili sono ancora largamente empiriche e richiedono risorse umane e tecnologiche impegnative. La clinica è spesso fuorviante; in determinate circostanze risulta difficile, se non impossibile, stabilire il focolaio di infezione e giungere alla sua eradicazione con interventi altrimenti di relativa semplicità, come la scelta del trattamento antimicrobico, la rimozione chirurgica del focolaio settico, un approccio meno invasivo con le tecniche di radiologia ago guidata. D’altro canto, gli aspetti fisiopatologici risultano complessi e le diverse interazioni bioumorali e l’azione dei mediatori risultano non facilmente comprensibili. Un aspetto rilevante è la difficoltà ad arruolare classi di pazienti omogenee per età, patologia sottostante, profilo immunitario e di predisposizione genetica, sebbene l’utilizzo di alcuni indici di gravità abbia dimostrato una certa utilità anche a fini prognostici. Il concetto di infiammazione generalizzata quale situazione di allarme, anche in assenza di segni chiari di infezione e di un quadro settico conclamato, pur rappresentando un elemento intuitivo, ha permesso, comunque, di indirizzare la ricerca sperimentale e clinica sulle diverse e possibili interazioni, come infezione e sepsi, infiammazione e coagulazione. Inoltre, la possibilità di modulare la risposta endoteliale quale target centrale in grado di favorire il processo di trombosi diffusa, che caratterizza l’evoluzione della sepsi, rappresenta un elemento importante. In un simile contesto il miglioramento dello standard di cure è un elemento chiave per chiarire l’efficacia di una scelta terapeutica rispetto a un’altra.

lingua: Italiano, Inglese


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