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MINERVA ANESTESIOLOGICA

Rivista di Anestesia, Rianimazione, Terapia Antalgica e Terapia Intensiva


Official Journal of the Italian Society of Anesthesiology, Analgesia, Resuscitation and Intensive Care
Indexed/Abstracted in: Current Contents/Clinical Medicine, EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
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Minerva Anestesiologica 2005 November;71(11):659-69

Copyright © 2005 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano, Inglese

Informazione e consenso all’atto medico: recenti orientamenti della giurisprudenza

Valmassoi G. 1, Mazzon D. 2

1 Deputy Public Prosecutor Court of Treviso, Treviso, Italy 2 Department of Anesthesia and Resuscitation Belluno Hospital, Belluno, Italy


FULL TEXT  


L’evoluzione dello scenario etico, deontologico e giuridico, con il sempre maggiore richiamo all’autonomia della persona nelle scelte sanitarie che la riguardano, hanno indotto nel Gennaio 2000 la Presidenza della SIAARTI a chiedere alla Commissione di Bioetica l’aggiornamento di quanto già elaborato sul tema del consenso informato (CI) dal Gruppo di Studio (GdS) sulla sicurezza in anestesia. È stato così creato un GdS multidisciplinare che ha analizzato gli aspetti etici, psicologici, clinici, giuridici e medico-legali correlati al tema del CI ed ha elaborato un documento con lo scopo di favorire l’attuazione del percorso di informazione e consenso proposto nel modello di avvenuta informazione e consenso all’anestesia approvato dal Consiglio Direttivo della SIAARTI. Tale modello va visto come testimonianza dell’avvenuta relazione fra l’Anestesista ed il paziente, oltre che di documentazione utile in caso di contenzioso giuridico od assicurativo. La mancanza del consenso all’atto medico ha assunto nel nostro Paese una crescente rilevanza giuridica e, dal 1992, è stata oggetto di elaborazione giurisprudenziale, di cui è emblematica la vicenda di un Chirurgo, conclusasi nel 2002 con la sentenza della Corte di Cassazione, sezione I, del 29/05/2002. Questa sentenza ha sancito come, in assenza di espressa attuazione della convenzione di Oviedo, il medico sia sempre legittimato ad effettuare il trattamento terapeutico giudicato necessario per la salvaguardia del paziente affidato alle sue cure, anche in assenza di esplicito consenso, con l’unico ma significativo limite del rifiuto inequivocabile.

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