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MINERVA ANESTESIOLOGICA

Rivista di Anestesia, Rianimazione, Terapia Antalgica e Terapia Intensiva


Official Journal of the Italian Society of Anesthesiology, Analgesia, Resuscitation and Intensive Care
Indexed/Abstracted in: Current Contents/Clinical Medicine, EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 2,036


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REVIEW  III MEETING OF PAIN SECTION OF SIAARTI
INTERNATIONAL J. J. BONICA MEMORIAL
Capo Calavà (Messina), 20-23 Settembre 2004


Minerva Anestesiologica 2005 September;71(9):561-4

lingua: Inglese

Central venous catheters and infections

David A., Risitano D. C., Mazzeo G., Sinardi L., Venuti F. S., Sinardi A. U.

Department of Neurosciences Psychiatric and Anesthesiological Sciences University of Messina, Messina, Italy


FULL TEXT  


Le indicazioni al posizionamento dei cateteri venosi centrali (CVC) sono varie: nutrizione parenterale, chemioterapia, fluidoterapia o infusione di emoderivati, emodialisi, monitoraggio invasivo di variabili emodinamiche. La più importante complicanza correlata all’uso dei CVC, sia in termini di incidenza che di gravità, è l’infezione. Nonostante gli sforzi per l’ottimizzazione dei materiali che sono sempre più biocompatibili, la presenza di un corpo estraneo nell’organismo rappresenta un substrato ideale per la colonizzazione microbica. Le infezioni correlate a catetere determinano un prolungamento dei tempi di degenza, un incremento dei costi di ospedalizzazione, un aumento di morbilità e mortalità.
Gli agenti patogeni responsabili delle infezioni sono: Staphylococcus aureus ed epidermidis (60%), altri batteri (Enterococcus faecalis e Faecium, Pseudomonas aeruginosa 25%) e tra i funghi Candida albicans e Parapsilosis (15%).
La prevenzione delle infezioni correlate a CVC si basa sull’osservazione di alcune norme comportamentali sia in fase di impianto che nelle successive fasi di assistenza al paziente.
In caso di infezioni correlate a CVC è fondamentale porre una diagnosi certa attraverso la positività per lo stesso patogeno di 2 emocolture: una ottenuta da CVC e l’altra da una vena periferica e attraverso l’esame microbiologico della punta del catetere, al fine di effettuare una terapia antibiotica mirata.

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