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MINERVA ANESTESIOLOGICA

Rivista di Anestesia, Rianimazione, Terapia Antalgica e Terapia Intensiva


Official Journal of the Italian Society of Anesthesiology, Analgesia, Resuscitation and Intensive Care
Indexed/Abstracted in: Current Contents/Clinical Medicine, EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 2,036


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REVIEW  III MEETING OF PAIN SECTION OF SIAARTI
INTERNATIONAL J. J. BONICA MEMORIAL
Capo Calavà (Messina), 20-23 Settembre 2004


Minerva Anestesiologica 2005 Settembre;71(9):527-32

lingua: Inglese

Toxicological aspects of perinatal analgesia

Nencini C. 1, Nencini P. 2

1 Department of Anesthesiology Emergency and Pain Therapy Policlinico Umberto I Hospital, Rome, Italy
2 Department of Human Physiology and Pharmacology La Sapienza University, Rome, Italy


FULL TEXT  


L’esposizione perinatale a farmaci anestetici e analgesici è responsabile di effetti acuti facilmente prevedibili e, di conseguenza, ampiamente indagati. D’altro canto, le possibili conseguenze a lungo termine, derivanti dalla somministrazione perinatale di tali sostanze, sono divenute oggetto di grande interesse. Si sta, infatti, facendo strada l’ipotesi secondo la quale il contatto perinatale con farmaci neurotropi è responsabile di effetti neuropsicofarmacologici a lungo termine. La cornice concettuale di tale ipotesi è fornita dal moderno concetto di neuroplasticità, per cui le esperienze nelle fasi iniziali della vita, che servono a definire le caratteristiche operative dell’encefalo, possono rappresentare il bersaglio di modificazioni farmacologicamente indotte. Studi clinici hanno dimostrato l’associazione tra partoanalgesia e lo sviluppo di comportamenti maladattativi nell’età adulta, mentre studi sperimentali suggeriscono addirittura che le cure parentali possono indurre alterazioni dell’espressione genica attraverso effetti stabili sull’epigenoma. In attesa di ulteriori studi, possibilmente condotti su un numero più esteso di soggetti, i risultati finora ottenuti suggeriscono cautela nell’uso di metodi di analgesia ostetrica che consentano il passaggio transplacentare di una quota significativa di farmaco.

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