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ULTIMO FASCICOLOMINERVA ANESTESIOLOGICA

Rivista di Anestesia, Rianimazione, Terapia Antalgica e Terapia Intensiva

Official Journal of the Italian Society of Anesthesiology, Analgesia, Resuscitation and Intensive Care
Indexed/Abstracted in: Current Contents/Clinical Medicine, EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 2,036

Periodicità: Mensile

ISSN 0375-9393

Online ISSN 1827-1596

 

Minerva Anestesiologica 2005 Luglio-Agosto;71(7-8):471-4

III MEETING OF PAIN SECTION OF SIAARTI
INTERNATIONAL J. J. BONICA MEMORIAL
Capo Calavà (Messina), 20-23 Settembre 2004 

 REVIEW

Spinal cord stimulation

Costantini A. 1,2

1 Unit of Physiopathology and Therapy of Pain SS. Annunziata Hospital, Chieti, Italy
2 Department of Anesthesia and Resuscitation G. D’Annunzio University, Chieti, Italy

La stimolazione del midollo spinale è una tecnica di neuromodulazione che utilizza l’elettricità, proposta per la prima volta da Shealy nel 1967, quale alternativa alla neuroablazione.
I miglioramenti tecnologici degli ultimi 20 anni (elettrodi percutanei, singolo o doppio elettrodo, elettrodi ottopolari, generatori di impulsi interni ad alta energia) hanno consentito di ottenere buoni risultati nella stimolazione midollare in diverse situazioni cliniche con dolore cronico.
Le indicazioni principali per la stimolazione del midollo spinale sono: dolore vascolare, angina refrattaria e vasculopatia periferica ; dolore rachideo, sindrome post-laminectomia, dolore degenerativo lombare, lesioni di radici nervose, lesioni midollari incomplete, stenosi midollare; dolore neuropatico; sindrome dolorosa regionale complessa di tipo 1 e 2; dolore perineale e patologie urologiche (incontinenza da urgenza, cistite interstiziale).
Tra l’Europa e gli USA vi sono importanti differenze per quanto riguarda l’utilizzo della stimolazione del midollo spinale in diverse indicazioni, in special modo per quanto riguarda la vasculopatia periferica. In realtà, questa tecnica è stata ampiamente usata in Europa e vi sono studi prospettici che hanno evidenziato l’utilità della stimolazione del midollo spinale per: salvataggio d’arto; controllo del dolore; regressione allo stadio II di Fontane; miglioramento dell’intervallo di tempo libero da claudicazione.
Tutti questi dati stanno portando ad un cambiamento nei confronti della stimolazione del midollo spinale negli USA, dove l’incidenza di amputazioni a seguito di ischemia critica è considerevolmente più elevato rispetto all’Europa.
Una indicazione per la stimolazione del midollo spinale che non è molto citata in letteratura e che sembra dare buoni risultati è rappresentata dal dolore lombare dovuto ad una stenosi midollare acquisita o mista (costituzionale-acquisita). In questa situazione la stimolazione del midollo spinale sembra migliorare notevolmente il controllo del dolore e la qualità di vita dei pazienti.

lingua: Inglese


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