Home > Riviste > Minerva Anestesiologica > Fascicoli precedenti > Minerva Anestesiologica 2005 July-August;71(7-8) > Minerva Anestesiologica 2005 July-August;71(7-8):425-33

ULTIMO FASCICOLO
 

ARTICLE TOOLS

Estratti

MINERVA ANESTESIOLOGICA

Rivista di Anestesia, Rianimazione, Terapia Antalgica e Terapia Intensiva


Official Journal of the Italian Society of Anesthesiology, Analgesia, Resuscitation and Intensive Care
Indexed/Abstracted in: Current Contents/Clinical Medicine, EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 2,623


eTOC

 

REVIEW  III MEETING OF PAIN SECTION OF SIAARTI
INTERNATIONAL J. J. BONICA MEMORIAL
Capo Calavà (Messina), 20-23 Settembre 2004
FREEfree


Minerva Anestesiologica 2005 July-August;71(7-8):425-33

Copyright © 2005 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

Opioid therapy for chronic noncancer pain: practice guidelines for initiation and maintenance of therapy

Coluzzi F. 1, Pappagallo M. 2

1 Department of Anaesthesia Intensive Care and Pain Therapy La Sapienza University, Rome, Italy 2 Department of Pain Medicine and Palliative Care Beth Israel Medical Center, New York (NY), USA


FULL TEXT  


L’attuale standard farmacologico per il trattamento del dolore non oncologico include l’utilizzo degli oppioidi. La responsività del dolore neuropatico agli oppioidi è stata a lungo oggetto di controversie. Numerosi studi clinici controllati randomizzati hanno dimostrato che gli oppioidi possono fornire sollievo dal dolore in differenti sindromi da dolore neuropatico.
Gli oppioidi sono solitamente riservati al dolore moderato o severo che non ha risposto alla terapia con farmaci anti-infiammatori non steroidei (FANS). Gli oppioidi sono spesso usati in combinazione con altri adiuvanti o con altri agenti analgesici. Il vantaggio degli oppioidi è che gli agonisti dei recettori oppioidei di tipo mu non hanno un effetto tetto analgesico. Gli svantaggi di questi farmaci sono una serie di effetti collaterali tipici degli oppioidi correlati al loro meccanismo d’azione (ad esempio, nausea, vertigini, stipsi) e il potenziale rischio di uso improprio e abuso. Ogni paziente deve essere sottoposto a una complessa valutazione e ricevere un’adeguata informazione circa il trattamento. Il medico deve conoscere esattamente le diagnosi differenziali e le definizioni di dipendenza fisica, tolleranza, pseudotolleranza, comportamenti aberranti, dipendenza e pseudodipendenza. Non esiste uno specifico oppioide «migliore» di un altro. La rotazione degli oppioidi consiste nel passaggio da un oppioidie a un altro quando il livello di analgesia ottenuto è limitato dalla persistenza degli effetti collaterali o dalla comparsa di tolleranza clinicamente evidente. Questo approccio si basa sull’osservazione di una variabilità di risposta ai diversi oppioidi da parte di un singolo paziente. Attualmente, dopo aver 1) selezionato correttamente il paziente e 2) valutato periodicamente il livello di analgesia, l’attività fisica giornaliera, gli effetti collaterali ed i comportamenti aberranti, la terapia con oppioidi può rappresentare il più sicuro e più efficace trattamento per il miglioramento della qualità di vita nel paziente con dolore cronico.

inizio pagina

Publication History

Per citare questo articolo

Corresponding author e-mail