Ricerca avanzata

Home > Riviste > Minerva Anestesiologica > Fascicoli precedenti > Minerva Anestesiologica 2005 Luglio-Agosto;71(7-8) > Minerva Anestesiologica 2005 Luglio-Agosto;71(7-8):413-7

FASCICOLI E ARTICOLI   I PIÙ LETTI   eTOC

ULTIMO FASCICOLOMINERVA ANESTESIOLOGICA

Rivista di Anestesia, Rianimazione, Terapia Antalgica e Terapia Intensiva

Official Journal of the Italian Society of Anesthesiology, Analgesia, Resuscitation and Intensive Care
Indexed/Abstracted in: Current Contents/Clinical Medicine, EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 2,036

Periodicità: Mensile

ISSN 0375-9393

Online ISSN 1827-1596

 

Minerva Anestesiologica 2005 Luglio-Agosto;71(7-8):413-7

III MEETING OF PAIN SECTION OF SIAARTI
INTERNATIONAL J. J. BONICA MEMORIAL
Capo Calavà (Messina), 20-23 Settembre 2004 

 REVIEW

Pain perception and assessment

Mather L.

Pain Research Center University of Utah School of Medicine Salt Lake City, UT, USA

La nostra incapacità di misurare efficacemente il dolore rappresenta uno dei maggiori ostacoli al progresso della ricerca su di esso e ai miglioramenti degli interventi clinici per sedarlo. Storicamente, la dicotomia mente-corpo ha vincolato la nostra valutazione sul dolore e la sua quantificazione. Una linea di pensiero ha considerato il dolore come il prodotto sensoriale finale della nocicezione. Il dolore è il risultato dei segnali inviati alla corteccia cerebrale dal tessuto danneggiato. All’opposto, alcuni medici ritengono che il dolore sia «quello che il paziente afferma che sia». In altre parole, esso è un fenomeno puramente mentale ed interamente soggettivo. La ricerca sugli aspetti funzionali cerebrali, quella sugli aspetti psicofisiologici e quella neurofisiologica recente sui modelli animali ha fornito dati confluenti che ognuna di queste posizioni sono delle ultrasemplificazioni fuorvianti. Il dolore è il prodotto emergente di un processo massivo, parallelo, distribuito nel cervello, che riguarda strutture coinvolte negli aspetti emozionali ed cognitivi, così come sensoriali. Per migliorare la quantificazione del dolore, il nistro gruppo di ricerca ha preso in esame la risposta di difesa secondo Sokolov in soggetti umani che avevano ripetutamente provato un breve shock elettrico doloroso somministrato ad un dito tramite un sottile elettrodo. Sokolov ha proposto che gli eventi pericolosi favoriscono un quadro di risveglio orchestrato dall’ipotalamo che prepara l’organismo ad esservi preparato. Nei nostri soggetti, le misurazioni dell’attivazione del sistema nervoso simpatico e dei potenziali cerebrali evocati ha rivelato un quadro di stabilità circa questi aspetti quando abbiamo sottoposto i dati ad un modello di equazione strutturale. Quando i soggetti venivano sottoposti ad uno shock della stessa intensità ma somministrato con un elettrodo più grande, essi riferivano di provare più intensamente una sensazione simile alla vibrazione, piacevole, che provocava disagio ma non dolore. In questi soggetti, lo shock non doloroso ha consentito di ottenere ampi livelli di attenzione, uguali a quelli ottenuti con lo shock doloroso, ma il modello di equazione strutturale dimostra che tale attenzione non è conforme al quadro di risposta di difesa. Inoltre, l’analisi multivariata dell’attenzione simpatica e i potenziali evocati possono discriminare gli stimoli dolorosi da quelli che non lo sono in modo più accurato rispetto a quanto riferito soggettivamente dal paziente. Queste osservazioni suggeriscono che il dolore può avere un’unica matrice psicofisiologica. Da sottolineare, forse, come questo approccio suggerisca che la combinazione della ricerca psicofisiologica con l’analisi statistica multivariata possa rappresentare una via maestra per i progressi della ricerca sul dolore evitando la dicotomia mente-corpo.

lingua: Inglese


FULL TEXT  ESTRATTI

inizio pagina