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MINERVA ANESTESIOLOGICA

Rivista di Anestesia, Rianimazione, Terapia Antalgica e Terapia Intensiva


Official Journal of the Italian Society of Anesthesiology, Analgesia, Resuscitation and Intensive Care
Indexed/Abstracted in: Current Contents/Clinical Medicine, EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 2,036


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  SMART 2005 - Milano, 11-13 maggio 2005


Minerva Anestesiologica 2005 Giugno;71(6):361-6

lingua: Inglese

Anesthesia for MRI in the paediatric patient

Serafini G., Ongaro L., Mori A., Rossi C., Cavalloro F., Tagliaferri C., Mencherini S., Braschi A.

Department of Anesthesia and Intensive Care IRCCS Policlinico S. Matteo Hospital University of Pavia, Pavia, Italy


FULL TEXT  


L'ambiente per RMI presenta, per l'anestesista dei rischi specifici. Numerosi sono i fattori che determinano tali rischi, in particolare la situazione logistica di lontananza dal paziente, la tecnologia unica dello scanner d'immagini, i fattori legati al paziente. E' sicuramente indispensabile adottare un approccio rigoroso, simile a quello utilizzato per l'esecuzione di anestesia nella sala operatoria (ad esempio, un periodo di digiuno adeguato, la raccolta di anamnesi familiare, precedenti esecuzioni di sedazione). La conoscenza delle implicazioni dell'ambiente di risonanza magnetica potrà, più facilmente, garantire la sicurezza del paziente. Una macchina d'anestesia di adeguate prestazioni, un monitoraggio standard (ECG, pulsossimetro e pressione arteriosa non-invasiva), la presenza di personale istruito e formato e una opportuna pianificazione delle procedure devono costituire lo standard per l'esecuzione di tutte le procedure al di fuori della sala operatoria. E' inoltre raccomandata l'adozione di rigorosi criteri di dimissione al fine di rilevare un'eventuale sedazione residua.

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