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MINERVA ANESTESIOLOGICA

Rivista di Anestesia, Rianimazione, Terapia Antalgica e Terapia Intensiva


Official Journal of the Italian Society of Anesthesiology, Analgesia, Resuscitation and Intensive Care
Indexed/Abstracted in: Current Contents/Clinical Medicine, EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 2,036


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  SMART 2005 - Milano, 11-13 maggio 2005


Minerva Anestesiologica 2005 Giugno;71(6):347-51

lingua: Inglese

Use of levobupivacaine for the treatment of postoperative pain after thoracotomies

De Cosmo G., Mascia A., Clemente A., Congedo E., Aceto P.

Department of Anaesthesiology and Intensive Care Catholic University of Sacred Heart, Rome, Italy


FULL TEXT  


La somministrazione continua di anestetico locale associato ad un oppioide per via epidurale è il metodo di scelta nel trattamento del dolore post toracotomia. La levobupivacaina, l’S(-) enantiomero della bupivacaina, ha meno effetti cardiotossici e neurotossici ma simili proprietà anestetiche rispetto alla molecola d’origine.
Non vi sono stati studi, in chirurgia toracica, che abbiano definito la concentrazione minima efficace di questo anestetico locale quando utilizzato in associazione con un oppioide quale il sufentanil per via epidurale. I vantaggi della somministrazione di oppioide e anestetico locale nello spazio peridurale consistono nella possibilità di diminuire la dose e di conseguenza gli effetti collaterali delle due categorie di farmaci e di sfruttare il ben documentato meccanismo sinergico.
In un nostro studio (dati non pubblicati), abbiamo paragonato 2 concentrazioni differenti di levobupivacaina (gruppo A: 0,125%; gruppo B 0,0625%) somministrate in continuo per via epidurale in associazione al sufentanil (1 mg/ml) in pazienti sottoposti a toracotomia. L’obiettivo primario è stato quello di valutare la qualità del controllo del dolore, l’incidenza di blocco motorio e di effetti collaterali. Per esaminare il consumo di dosi rescue di morfina è stata utilizzata la PCA nel periodo postoperatorio. I risultati preliminari mostrano che in entrambi i gruppi è stato ottenuto un controllo ottimale del dolore postoperatorio come confermato dai valori di VAS a riposo e incidente anche se nel caso del VAS dopo un colpo di tosse sono stati registrati valori significativamente minori nel gruppo A. Inoltre, i pazienti che hanno ricevuto la concentrazione maggiore di levobupivacaina hanno presentato una minore incidenza di nausea e vomito postoperatori probabilmente per le minori dosi rescue di morfina. In conclusione, la levobupivacaina allo 0,125% utilizzata per via epidurale continua in combinazione con il sufentanil sembra dare un buon controllo del dolore in assenza di effetti collaterali e di blocco motorio.

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