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ULTIMO FASCICOLOMINERVA ANESTESIOLOGICA

Rivista di Anestesia, Rianimazione, Terapia Antalgica e Terapia Intensiva


Official Journal of the Italian Society of Anesthesiology, Analgesia, Resuscitation and Intensive Care
Indexed/Abstracted in: Current Contents/Clinical Medicine, EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 2,036


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  SMART 2005 - Milano, 11-13 maggio 2005


Minerva Anestesiologica 2005 Giugno;71(6):319-24

lingua: Inglese

Pulmonary perfusion during anesthesia and mechanical ventilation

Hedenstierna G.

Department of Medical Sciences Clinical Physiology and Department of Nuclear Medicine University Hospital, Uppsala, Sweden


FULL TEXT  ESTRATTI


La gittata cardiaca e la perfusione polmonare possono essere influenzate dall’anestesia e dalla ventilazione meccanica. Le variazioni contribuiscono ad ostacolare l’ossigenazione del sangue. Il fattore principale della distribuzione della perfusione nel polmone è rappresentato dalla relazione tra la pressione polmonare capillare e quella alveolare. La perfusione aumenta nella parte inferiore del polmone, a causa delle forze idrostatiche. Dal momento che l’atelettasia è localizzata in regioni polmonari dipendenti, la perfusione di parenchima polmonare non ventilato è un fenomeno comune che produce una deviazione di circa l’8-10% della gittata cardiaca. Inoltre, la disomogeneità non gravitazionale della perfusione, che può essere maggiore rispetto a quella gravitazionale, aumenta l’ostacolo all’ossigenazione del sangue. Essenzialmente, tutti gli anestetici esercitano una qualche azione cardiodepressiva, sebbene lieve, con una eccezione rappresentata dalla ketamina. La ketamina può anche aumentare la pressione arteriosa polmonare, laddove altri farmaci hanno un effetto trascurabile sul tono vascolare polmonare. La ventilazione meccanica ostacola il ritorno venoso e spinge il flusso sanguigno nelle parti inferiori delle regioni polmonari dipendenti e l’effetto può essere impressionante con alti livelli di pressione positiva al termine dell’espirazione. Durante un’anestesia polmonare vi è una deviazione del flusso sanguigno sia nelle parti ventilate che in quelle non ventilate del polmone e la deviazione può essere maggiore nella parte di polmone ventilato rispetto a quella non ventilata. La manovre di reclutamento dovrebbero essere dirette alla parte ventilata del polmone e si possono intraprendere altre manovre fisiche o farmacologiche per manipolare il flusso sanguigno in corso di anestesia polmonare.

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