Home > Riviste > Minerva Anestesiologica > Fascicoli precedenti > Minerva Anestesiologica 2004 October;70(10) > Minerva Anestesiologica 2004 October;70(10):739-45

ULTIMO FASCICOLO
 

ARTICLE TOOLS

Estratti

MINERVA ANESTESIOLOGICA

Rivista di Anestesia, Rianimazione, Terapia Antalgica e Terapia Intensiva


Official Journal of the Italian Society of Anesthesiology, Analgesia, Resuscitation and Intensive Care
Indexed/Abstracted in: Current Contents/Clinical Medicine, EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 2,036


eTOC

 

ARTICOLI ORIGINALI  RIANIMAZIONE


Minerva Anestesiologica 2004 October;70(10):739-45

lingua: Italiano, Inglese

Impiego delle immunoglobuline arricchite con IgM e IgA nel trattamento della sepsi severa e dello shock settico. Esperienza clinica

Berlot G., Dimastromatteo G.

Unit of Anesthesia Resuscitation and Pain Therapy Department of Surgical and Anesthesiological Sciences and Intensive Care University of Trieste, Trieste, Italy


FULL TEXT  


Obiettivo. L’obiettivo di questo studio era valutare se è possibile identificare, in base ai criteri clinici e alla durata del quadro clinico, la risposta alla somministrazione di immunoglobuline ad alto titolo di IgM e IgA in pazienti con sepsi severa e shock settico non rispondenti al trattamento convenzionale.
Metodi. Sono stati retrospettivamente arruolati nello studio tutti i pazienti con queste diagnosi trattati con immunoglobuline arricchite con IgM e IgA dall’agosto 1999 al settembre 2002. Sono stati valutati: (a) l’età, il SAPS II al momento del ricovero; (b) la temperatura, la pressione arteriosa media, il PaO2/FIO2; la creatinina e la leucocitosi il giorno prima della somministrazione; (c) il SOFA score prima e durante il trattamento; (d) il tempo intercorrente tra la definizione della diagnosi e l’inizio dell’infusione di immunoglobuline; (e) l’esito finale.
Risultati. Sono stati arruolati 22 pazienti con sepsi severa o shock settico (17 di sesso maschile, 5 di sesso femminile, età 54,3±14,5 anni). Undici pazienti (50%) sono sopravvissuti. Nessuno dei parametri valutati prima dell’inizio dell’infusione differiva nei 2 gruppi; solo il tempo intercorrente dalla diagnosi differiva significativamente nei sopravvissuti rispetto ai deceduti (rispettivamente 2,72±1,49 giorni vs 7,45±3,41 giormi, p<0,005).
Conclusioni. Nella nostra esperienza non è stato possibile identificare in base a criteri clinici e a indici di severità i pazienti che possono trarre il massimo beneficio dalla somministrazione di immunoglobuline ad alto titolo di IgM e IgA; l’intervallo tra la diagnosi e la loro somministrazione appare di rilevante importanza nel condizionare la prognosi di pazienti con sepsi severa o shock settico non rispondenti al trattamento convenzionale.

inizio pagina

Publication History

Per citare questo articolo

Corresponding author e-mail