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MINERVA ANESTESIOLOGICA

Rivista di Anestesia, Rianimazione, Terapia Antalgica e Terapia Intensiva


Official Journal of the Italian Society of Anesthesiology, Analgesia, Resuscitation and Intensive Care
Indexed/Abstracted in: Current Contents/Clinical Medicine, EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 2,036


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ARTICOLI ORIGINALI  ANESTESIA


Minerva Anestesiologica 2004 October;70(10):727-38

Copyright © 2004 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano, Inglese

Analgesia postoperatoria preventiva con ketamina durante anestesia generale per videolaparocolecistectomie

Launo C., Bassi C., Spagnolo L., Badano S., Ricci C., Lizzi A., Molinino M.

Section of Anesthesia and Intensive Care, Department of Surgery, Anesthesia and Transplants (DIS­CAT), School of Anesthesia and Intensive Care, University of Genoa, Genoa, Italy


FULL TEXT  


Obiettivo. Il controllo del dolore postoperatorio con un’analgesia preventiva non è più oggetto di ricerca clinica ma rappresenta la metodica antalgica preferenziale. L’uso della ketamina come analgesico intraoperatorio è tecnica codificata da tempo; le qualità antalgiche di questo anestetico endovenoso sono legate alla sua attività antagonista non selettiva sui recettori che hanno un’importante funzione eccitatoria nelle vie del dolore; si ipotizza che questo legame possa prevenire o antagonizzare la percezione centrale di ogni tipo di dolore, compreso quello postoperatorio. Poiché l’uso di questo anestetico nel controllo preventivo del dolore postoperatorio ha trovato in letteratura pareri favorevoli e contrari, scopo dello studio è stata la valutazione clinica dell’analgesia preventiva perioperatoria con ketamina a basse dosi.
Metodi. La popolazione sperimentale era rappresentata da 40 pazienti, ciascuno sottoposto a un intervento di videolaparocolecistectomia per mano dello stesso chirurgo, nei quali l’analgesia postoperatoria era garantita dalla somministrazione intraoperatoria di una dose di ketamina (0,7 mg/kg) o di tramadolo (15 mg/kg). Lo studio, randomizzato e condotto in doppio cieco, prevedeva un’anestesia generale inalatoria/analgesica (sevoflurano + remifentanil) e poi la valutazione clinica del controllo del dolore postoperatorio servendosi di misurazioni algometriche (scala analogica visuale, scala verbale semplice, differenza di intensità del dolore); erano previste dosi supplementari di tramadolo anche come misura dell’analgesia ed erano valutati gli effetti avversi.
Risultati. I risultati dimostravano che l’analgesia preventiva intraoperatoria con ketamina garantiva al risveglio un’ottima analgesia, anche se di breve durata (circa 1 ora) e potenziava l’effetto antalgico del tramadolo nel restante periodo postoperatorio. Fra gli effetti avversi riscontrati, alcuni (per esempio, la nausea) erano legati all’uso di ambedue gli analgesici e al tipo di intervento, altri (le allucinosi, il nistagmo, la fotofobia, l’eccitazione psicomotoria, i sintomi psicotici) erano tipici della ketamina, altri ancora (la depressione respiratoria e l’ipotensione) potevano essere attribuiti al tramadolo. Pur essendo gli effetti avversi dovuti alla ketamina molto numerosi, quelli legati all’uso del tramadolo, anche se in numero minore, potevano essere potenzialmente più pericolosi.
Conclusioni. Riteniamo dunque che l’uso preventivo di ketamina a basse dosi possa garantire una buona analgesia postoperatoria e potenziare l’uso del tramadolo; inoltre, i suoi effetti avversi potrebbero essere limitati dall’uso intraoperatorio di una benzodiazepina e/o di un antiemetico o dall’associazione della ketamina con un analgesico periferico (per esempio, ketorolac).

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