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MINERVA ANESTESIOLOGICA

Rivista di Anestesia, Rianimazione, Terapia Antalgica e Terapia Intensiva


Official Journal of the Italian Society of Anesthesiology, Analgesia, Resuscitation and Intensive Care
Indexed/Abstracted in: Current Contents/Clinical Medicine, EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 2,036


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CASI CLINICI  RIANIMAZIONE


Minerva Anestesiologica 2004 Settembre;70(9):651-9

lingua: Italiano, Inglese

Tracheomalacia associata alla sindrome di Mounier-Kuhn in terapia intensiva: trattamento con Stent di Freitag. Un caso clinico

Giannoni S. 1, Benassai C. 1, Allori O. 1, Valeri E. 1, Ferri L. 1, Dragotto A. 2

1 Anesthesia and Intensive Care Unit ASL 11, Empoli (Florence), Italy
2 Service of Endoscopy, Thoracic Surgery Unit Careggi Hospital, Florence, Italy


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La tracheomalacia è un processo caratterizzato dalla flaccidità della cartilagine tracheale di supporto, dall’ampliamento della parete posteriore membranosa e da una riduzione del calibro antero-posteriore della trachea con collasso della via aerea in espirazione e conseguente ostruzione della stessa. Eccezionalmente la tracheomalacia può essere associata a tracheobroncomegalia o sindrome di Mounier-Kuhn. La diagnosi definitiva si basa sulla raccolta di una corretta anamnesi associata a una appropriata valutazione radiologica e la fibrobroncoscopia rappresenta il «gold standard». Presentiamo il caso di un paziente di anni 79, di sesso maschile, con anamnesi positiva per ipertensione arteriosa e broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) ricoverato in terapia intensiva per dispnea, ipossia, ipocapnia e fibrosi polmonare. Durante l’esecuzione della broncoscopia viene evidenziata la tracheomalacia e si conferma la tracheobroncomegalia già evidenziata alla TAC. Viene proposto il posizionamento di uno stent di Freitag che viene effettuato in ambiente ambulatoriale. Nei giorni successivi il paziente presenta buona ventilazione, saturazione compatibile con l’età ed espettorazione valida e viene dimesso dall’ICU dopo 7 giorni. A distanza di 1 anno il paziente è in buone condizioni generali.

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