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MINERVA ANESTESIOLOGICA

Rivista di Anestesia, Rianimazione, Terapia Antalgica e Terapia Intensiva


Official Journal of the Italian Society of Anesthesiology, Analgesia, Resuscitation and Intensive Care
Indexed/Abstracted in: Current Contents/Clinical Medicine, EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 2,036


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ARTICOLI ORIGINALI  ANESTESIA


Minerva Anestesiologica 2004 Settembre;70(9):631-42

lingua: Italiano, Inglese

Qualità dell’assistenza post-anestesiologica in assenza di Recovery Room: un audit clinico

Trevisan P., Gobber G.

Department of Anesthesia and Intensive Care “S. Maria del Prato” Hospital, Feltre (BL), Italy


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Obiettivo. La maggior parte degli ospedali italiani non è dotata di Recovery Room. Scopo dello studio è valutare se sia possibile garantire un’assistenza post-anestesiologica rispondente agli attuali standards internazionali di qualità e sicurezza in assenza di questa struttura.
Metodi. Il nostro Ospedale è privo di Recovery Room e l’assistenza post-anestesiologica viene condotta dall’anestesista e dall’infermiere d’anestesia della sala operatoria. Per valutare la qualità dell’assistenza post-anestesiologica, è stata realizzata una cartella di risveglio e stabiliti i seguenti criteri di trasferimento in reparto: punteggio di risveglio (score di Aldrete modificato) ≥7; pressione arteriosa sistolica entro il 20% dei valori preoperatori, nausea/vomito e brivido assenti, dolore assente/lieve. È stato condotto un audit retrospettivo in 2 sale operatorie ortopediche dal 10 gennaio 2000 al 31 gennaio /2001 per valutare complicanze maggiori, adesione ai criteri di trasferimento, tempo di assistenza post-anestesiologica.
Risultati. L’incidenza di complicanze è stata del 2,6%. L’adesione ai criteri di trasferimento è stata del 74%. Nel 26% dei casi (69/261 casi) i criteri non sono stati completamente rispettati: 14 casi con parametri vitali instabili, 46 casi con dolore non sotto controllo, 6 casi con nausea/vomito, 3 casi con brivido. In questi casi il monitoraggio e il trattamento dei pazienti è continuato in reparto secondo le prescrizioni dell’anestesista. Nessuno di questi pazienti è deceduto o ha avuto complicanze maggiori a causa di un precoce trasferimento in reparto. Il tempo medio di assistenza post-anestesiologica è stato di 40±18 minuti (mediana 35 minuti).
Conclusioni. In assenza di Recovery Room è praticamente impossibile garantire un’assistenza post-anestesiologica rispondente agli attuali standards internazionali di qualità e sicurezza, poiché la pressione produttiva può indurre l’anestesista a trasferire il paziente in reparto prima che sia del tutto stabilizzato. In questi casi l’anestesista deve dettagliatamente prescrivere il monitoraggio e la terapia postoperatoria (analgesici, antiemetici, fluidi, ecc) da effettuare in reparto per garantire la sicurezza del paziente, ma si deve sottolineare che il reparto chirurgico non è la sede appropriata per l’immediata assistenza post-anestesiologica.

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