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MINERVA ANESTESIOLOGICA

Rivista di Anestesia, Rianimazione, Terapia Antalgica e Terapia Intensiva


Official Journal of the Italian Society of Anesthesiology, Analgesia, Resuscitation and Intensive Care
Indexed/Abstracted in: Current Contents/Clinical Medicine, EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 2,036


eTOC

 

  ANESTESIA


Minerva Anestesiologica 2004 June;70(6):473-91

lingua: Italiano, Inglese

Studio multicentrico sulla pratica anestesiologica in Italia

Peduto V. A. 1, Chevallier P. 2, Casati A. 3 on behalf of the VIMA Group 4

1 Department of Clinical and Experimental Medicine Policlinico Monteluce University of Perugia, Perugia, Italy
2 Medical Direction Abbott SpA Italy, Campoverde (Latina), Italy
3 Department of Anaesthesiology Vita-Salute University of Milano IRCCS H San Raffaele, Milan, Italy
4 VIMA Group


FULL TEXT  


Obiettivo. Ottenere maggiori informazioni sulla pratica anestesiologica in Italia.
Metodi. In 162 ospedali pubblici scelti nel nord, centro e sud Italia è stato completato un questionario per ogni procedura anestetica condotta nell’ultima settimana di giugno 1999.
Risultati. Durante la settimana di studio sono state condotte negli ospedali partecipanti 12263 procedure anestetiche, per un valore complessivo estrapolato pari a 4905200 procedure anestetiche effettuate in Italia nel 1999 (intervallo di confidenza, 95%±245000), con un tasso annuale di 8,5 procedure anestesiologiche ogni 100 persone. Di tutti i pazienti studiati i bambini rappresentavano il 12%, gli adulti il 60%, gli anziani il 28%. Il 14% delle procedure è stato svolto in emergenza; solo il 14% dei pazienti era in regime di day-hospital, mentre il 31% dei pazienti è stato dimesso dopo 48 h dall’intervento chirurgico. Nel 65% dei casi è stata effettuata un’anestesia generale (45% anestesia volatile e 20% anestesia endovenosa), nel 24% anestesia locoregionale, nell’8,8% anestesia locale e nel 2,2% solo monitoraggio anestesiologico. Non è stata osservata alcuna differenza nella distribuzione delle tecniche di anestesia relativamente alla regione geografica o alla grandezza dell’ospedale.
Conclusioni. Rimangono ancora alcuni problemi organizzativi, compreso lo sviluppo di appropriate valutazioni cliniche preoperatorie e di recovery room postoperatorie, specialmente nei grandi ospedali con più di 1000 letti.

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