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MINERVA ANESTESIOLOGICA

Rivista di Anestesia, Rianimazione, Terapia Antalgica e Terapia Intensiva


Official Journal of the Italian Society of Anesthesiology, Analgesia, Resuscitation and Intensive Care
Indexed/Abstracted in: Current Contents/Clinical Medicine, EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 2,623


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NURSING  SMART 2004 - Milano, 12-14 maggio 2004FREEfree


Minerva Anestesiologica 2004 May;70(5):431-6

Copyright © 2004 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

Il bilancio idrico nel malato di terapia intensiva

Bruzzone P., Chiumello D., Altavilla P., Saia G., Scopacasa F., Gattinoni L.

Istituto di Anestesia e Rianimazione Ospedale Policlinico, IRCCS Università degli Studi di Milano, Milano


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Obiettivo. La gestione della volemia è fondamentale nella cura dei pazienti di terapia intensiva. Di norma la volemia viene stimata sia dalle misurazioni delle pressioni o volumi intravascolari che dal calcolo del bilancio idrico, mentre le variazioni di peso forniscono una stima dell’acqua corporea totale. Il calcolo del bilancio idrico si ottiene sottraendo le perdite alle entrate di liquidi. Le entrate (fluidi, dieta, farmaci, ecc.) sono facilmente quantificabili mentre le uscite (urine, perdite gastro-enteriche, drenaggi, sudore e perdite insensibile) sono difficili da stimare poiché dipendono da una serie di fattori (umidità, temperatura dell’ambiente e del paziente, ecc.) che possono variare nel tempo. Scopo del nostro studio è stato confrontare in modo prospettico l’accuratezza del bilancio idrico rispetto alla variazione del peso del paziente, misurato mediante letti bilancia (Hill-Rom®).
Metodi. In 15 pazienti ricoverati in terapia intensiva (con età media di 63,2±19,7 anni e indice di massa corporea di 24,9±3,5 kg/m2), sono state eseguite misure del peso corporeo e stime del bilancio idrico ogni 8 ore. I dati sono stati analizzati mediante l’analisi di Bland-Altman.
Risultati. È stato eseguito un totale di 472 misurazioni per una degenza media di 12,3±7,3 giorni. L’analisi ha mostrato una grande in accuratezza tra le 2 misure, in quanto la dispersione (differenza tra le 2) è stata notevole con una deviazione standard uguale a 1 840 L.
Conclusioni. Sebbene il bilancio idrico non sia risultato accurato, la sola misura del peso non associato alla misura dei volumi o pressioni intravascolari non è di aiuto nella gestione clinica dell’ammalato.

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