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MINERVA ANESTESIOLOGICA

Rivista di Anestesia, Rianimazione, Terapia Antalgica e Terapia Intensiva


Official Journal of the Italian Society of Anesthesiology, Analgesia, Resuscitation and Intensive Care
Indexed/Abstracted in: Current Contents/Clinical Medicine, EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 2,036


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ANESTESIA PEDIATRICA  SMART 2004 - Milano, 12-14 maggio 2004


Minerva Anestesiologica 2004 May;70(5):399-403

lingua: Inglese

Postoperative analgesia in infants and children: new developments

Ivani G., Tonetti F.

Department of Anesthesiology and Intensive Care, Regina Margherita Children’s Hospital, Turin, Italy


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Attualmente il controllo del dolore in fase postoperatoria nei neonati e nei bambini rappresenta un importante problema. L’unica soluzione efficace è un approccio di tipo multidisciplinare, che si avvale di precise linee-guida e che coinvolge la fase preoperatoria, l’intervento chirurgico e il decorso postoperatorio. Tale approccio deve essere di tipo scientifico e deve trovare riscontro negli studi e nelle ricerche più recenti. Nel corso degli ultimi anni, si è assistito a una rinascita dell’anestesia regionale nei bambini, in parte a causa di una crescente preoccupazione per il trattamento del dolore postoperatorio nei pazienti in età giovanile e in parte a causa degli sviluppi tecnologici nelle strumentazioni utilizzate per i blocchi nervosi periferici. In effetti, esistono tecniche e metodiche differenti per il trattamento del dolore, ma tutte presentano degli effetti collaterali. Siamo in attesa dei dati circa l’utilizzo dei farmaci inibitori dell’enzima COX-2, che rappresentano senza dubbio il futuro dei farmaci anti-infiammatori non steroidei, in quanto presentano una potente azione antinfiammatoria e un minor numero di effetti collaterali nei bambini. Nei casi in cui è possibile/non è controindicata, l’analgesia regionale rappresenta spesso l’opzione migliore. Recentemente, nei neonati e nei bambini è stata impiegata con successo l’infusione continua per via periferica, in virtù della sua sicurezza, della sua efficacia e della precisa delimitazione dell’analgesia. Tutti i tipi di blocchi nervosi periferici utilizzati nei pazienti adulti possono essere utilizzati anche nei pazienti in età pediatrica. Le indicazioni al posizionamento di un catetere per i blocchi nervosi periferici di tipo continuo sono le seguenti: interventi maggiori di chirurgia ortopedica; procedure la cui durata prevista supera le due ore; malformazioni congenite del piede o della mano; interventi di riduzione di frattura; trazione della frattura del femore; casi in cui il trattamento del dolore postoperatorio è necessario per diversi giorni; fisioterapia che comporta dolore. I blocchi nervosi periferici di tipo continuo più comunemente utilizzati nei bambini sono il blocco del plesso brachiale (parascaleno o ascellare), il blocco del nervo femorale, il blocco della fascia iliaca e il blocco del nervo sciatico con l’approccio laterale oppure con l’approccio popliteo. Nel corso degli ultimi due anni anche il nostro gruppo ha eseguito diversi interventi di blocco nervoso periferico di tipo continuo, in particolare a livello del nervo ascellare, del nervo femorale e del nervo sciatico, in occasione di interventi maggiori di chirurgia ortopedica e di traumi. Presso la nostra struttura, utilizziamo un bolo del dosaggio di 0,5-1 ml/kg (a seconda del nervo interessato dal blocco) di ropivacaina allo 0,2% oppure di levobupivacaina allo 0,25% con 2 µg/kg di clonidina; quindi pratichiamo una infusione continua di 0,1-0,3 ml/kg/h di ropivacaina allo 0,2% oppure di levobupivacaina allo 0,25% con 3 µg/kg/24h di clonidina per 48-72 ore, nei neonati che hanno superato i 6 mesi e nei bambini. Nei bambini più grandi le dose e le concentrazioni solitamente coincidono con quelle per i pazienti adulti.

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