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MINERVA ANESTESIOLOGICA

Rivista di Anestesia, Rianimazione, Terapia Antalgica e Terapia Intensiva


Official Journal of the Italian Society of Anesthesiology, Analgesia, Resuscitation and Intensive Care
Indexed/Abstracted in: Current Contents/Clinical Medicine, EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 2,036


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ANESTESIA PEDIATRICA  SMART 2004 - Milano, 12-14 maggio 2004


Minerva Anestesiologica 2004 Maggio;70(5):379-85

lingua: Italiano

La tecnica EXIT

Zadra N. 1, Meneghini L. 1, Midrio P. 2, Giusti F. 1

1 Dipartimento di Anestesia e Rianimazione, Azienda Ospedaliera Padova, Padova
2 Divisione di Chirurgia Pediatrica, Azienda Ospedaliera Padova, Padova


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L’EXIT è una tecnica che mira al controllo delle vie aeree fetali durante il mantenimento della circolazione fetoplacentare. È una procedura multidisciplinare, per cui una meticolosa organizzazione preoperatoria è fondamentale per la sua buona riuscita. I compiti dell’anestesista durante l’EXIT sono molteplici: prevenire le contrazioni uterine che possono peggiorare l’ossigenazione fetale e causare il distacco della placenta; fornire anestesia al feto per favorire la manipolazione delle vie aeree e mantenere il suo modello circolatorio; prevenire e trattare l’ipotensione materna; rianimare il neonato. L’anestesia generale inalatoria è la tecnica più diffusa perché fornisce anestesia anche al feto e garantisce il rilasciamento uterino. Durante l’EXIT il feto è estratto fino a metà torace, per garantire il mantenimento della circolazione fetoplacentare. Il controllo delle vie aeree fetali può richiedere l’intubazione tracheale, una tracheoscopia o una tracheotomia e solo ad intubazione avvenuta il cordone ombelicale può essere clampato ed il feto estratto completamente. Grazie all’EXIT possiamo trasformare un’emergenza neonatale ad alto rischio in una procedura di elezione che garantisce una prognosi migliore a neonati affetti da patologie che causano ostruzione delle vie aeree.

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