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ULTIMO FASCICOLOMINERVA ANESTESIOLOGICA

Rivista di Anestesia, Rianimazione, Terapia Antalgica e Terapia Intensiva

Official Journal of the Italian Society of Anesthesiology, Analgesia, Resuscitation and Intensive Care
Indexed/Abstracted in: Current Contents/Clinical Medicine, EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 2,036

Periodicità: Mensile

ISSN 0375-9393

Online ISSN 1827-1596

 

Minerva Anestesiologica 2004 Maggio;70(5):351-6

SMART 2004 - Milano, 12-14 maggio 2004 

 SEPSI

Uso di concentrato di Proteina C nel deficit as-sociato a sepsi grave e shock settico in pazienti adulti

Baratto F., Michielan F., Gagliardi G., Di Gregorio G., Pasqualetto A., Meroni M. , G.P. Giron

Dipartimento di Farmacologia e Anestesiologia, Sezione Anestesiologia e Rianimazione, Università degli Studi di Padova, Padova

Obiettivo. Lo scopo di questo lavoro è esporre le prime esperienze riguardo l’utilizzo del concentrato di proteina C (PC) in pazienti adulti con sepsi grave e shock settico e controindicazioni cliniche alla proteina C attivata (APC). Sulla scorta della efficacia dimostrata della forma attivata nella sepsi e dei risultati incoraggianti espressi in letteratura dal concentrato di proteina C (PC) prevalentemente riguardo le infezioni fulminanti da meningococco, abbiamo effettuato un’indagine osservazionale sul concentrato di PC, con follow-up sulla sopravvivenza a 28 giorni e analisi giornaliera dei parametri ematochimici e clinici. Particolare attenzione è stata posta alle variazioni del valore plasmatico di PC, al sistema coagulativo, al SOFA score e alla sicurezza in condizioni di rischio emorragico.
Metodi. Sono stati inclusi 7 pazienti (5 di sesso femminile e 2 di sesso maschile) con sepsi grave (2) o con shock settico (5) tra i quali 1 con CID, con valori plasmatici di PC inferiori al 50%. Non si è potuto somministrare la APC per motivi clinici. L’età media era di 60,5 anni (43-78), il SAPS II medio 52,2 (36-72), le patologie che hanno portato alla sepsi sono state infezioni polmonari (3) e peritoniti (4). Il tempo medio intercorso tra la comparsa delle insufficienze d’organo e l’inizio del trattamento con PC è stato di 27,7 ore (12-42).
Risultati. La mortalità al 28° giorno è risultata del 42,8% (3 deceduti), in tutti i pazienti i livelli plasmatici di PC sono stati riportati ai valori fisiologici. Tra i parametri biochimici registrati durante l’infusione di PC abbiamo osservato in particolare un importante calo dei PDF, una risalita generale della conta piastrinica, e una diminuzione dei livelli ematici di acido lattico.
Non si è verificata nessuna reazione avversa e non abbiamo avuto complicanze emorragiche, nonostante la maggior parte dei pazienti avesse una coagulazione alterata o fosse a rischio per problemi neurologici o di reintervento chirurgico.
Conclusioni. Nel nostro esiguo numero di pazienti il concentrato di PC si è dimostrato sicuro ed utile specialmente nel controllare la coagulopatia innescata e sostenuta dalla sepsi.

lingua: Italiano


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