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Rivista di Anestesia, Rianimazione, Terapia Antalgica e Terapia Intensiva


Official Journal of the Italian Society of Anesthesiology, Analgesia, Resuscitation and Intensive Care
Indexed/Abstracted in: Current Contents/Clinical Medicine, EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 2,036

 

Minerva Anestesiologica 2004 Maggio;70(5):321-8

SMART 2004 - Milano, 12-14 maggio 2004 

 SEPSI

La sorveglianza delle infezioni in terapia intensiva. Risultati preliminari di uno studio multicentrico GiViTI su 71 TI

Malacarne P. 1, Stella A. 2, Giudici D. 3, Bertolini G. 2

1 Rianimazione, Azienda Ospedaliera Universitaria Pisana, Pisa
2 Istituto di Ricerche Farmacologiche “Mario Negri”: Centro di Ricerche Cliniche per le Malattie Rare Aldo e Cele Daccò, Ranica, Bergamo
3 Servizio di Anestesia e Rianimazione, Ospedale S. Raffaele, Milano a nome del gruppo GiViTI: Gruppo Italiano per la Valutazione degli Interventi in Terapia Intensiva

Obiettivo. La sorveglianza delle infezioni in Terapia Intensiva (TI) è considerata uno strumento utile per migliorare la qualità della assistenza. La rilevanza di questa attività è sostenuta da valutazioni sia epidemiologiche (frequenza e gravità delle infezioni in TI), che economiche (rapporto costi-benefici). Esigenza condivisa da molte TI è quella di poter effettuare la sorveglianza delle infezioni con uno strumento di uso routinario, allo scopo di poter avere dati rilevanti senza eccessivo spreco di tempo, e condiviso da più centri, allo scopo di poter confrontare i dati.
Metodi. Studio prospettico osservazionale effettuato in 71 TI aderenti al GiViTI (Gruppo Italiano per la Valutazione degli Interventi in Terapia Intensiva). Sono stati arruolati e sorvegliati tutti i pazienti ricoverati in TI durante un periodo di 6 mesi ad eccezione dei pazienti dimessi vivi entro 48 ore dal ricovero. Per ciascun paziente arruolato sono stati rilevati (sulla base di un software elaborato da un panel di medici rianimatori, epidemiologi ed informatici) oltre ai comuni dati demografici e clinici, i dati relativi alle infezioni presenti all’ingresso e sviluppatesi durante la degenza, ai fattori di rischio, ai germi responsabili, alla antibiotico-terapia e all’esito.
Risultati. Cinquemilaottocentoquattordici pazienti (98% degli eleggibili) sono stato reclutati. Il 43% ha avuto almeno un episodio infettivo, di origine nosocomiale nel 18% di tutti i casi. Polmonite, batteriemia e infezione delle vie urinarie sono risultate le infezioni più frequenti. Tra i germi, stafilococchi, pseudomonas, KES ed enterococchi sono risultati i più frequentemente responsabili. Solo il 17% dei pazienti non ha mai ricevuto antibiotici, e tra i pazienti senza infezione il 72% ha comunque ricevuto antibiotici.
Conclusioni. Questi dati preliminari confermano la rilevanza del problema infettivo in TI e la conseguente necessità di una sorveglianza continua. Lo strumento proposto, con le opportune modifiche, può essere utile per una sorveglianza routinaria e multicentrica delle infezioni in TI.

lingua: Italiano


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