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MINERVA ANESTESIOLOGICA

Rivista di Anestesia, Rianimazione, Terapia Antalgica e Terapia Intensiva


Official Journal of the Italian Society of Anesthesiology, Analgesia, Resuscitation and Intensive Care
Indexed/Abstracted in: Current Contents/Clinical Medicine, EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 2,623


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ANESTESIA  SMART 2004 - Milano, 12-14 maggio 2004FREEfree


Minerva Anestesiologica 2004 May;70(5):279-84

Copyright © 2004 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

Anesthetic considerations in patients with chronic pulmonary diseases

Henzler D., Dembinski R., Kuhlen R., Rossaint R.

Department of Anesthesiology, University Hospital, RWTH Aachen, Aachen, Germany


FULL TEXT  


Obiettivo. L’aumento dell’età e del numero di patologie in comorbilità nei pazienti ricoverati per essere sottoposti a un intervento chirurgico pone nuove sfide per l’anestesista.
Metodi. È stata condotta una review aggiornata della letteratura medica riguardante il trattamento perioperatorio dei pazienti affetti da patologia polmonare cronica.
Risultati. Se i pazienti sono adeguatamente trattati, l’intervento chirurgico può essere eseguito in condizioni di sicurezza sotto anestesia regionale e generale. I principali fattori di rischio comprendono il tipo di intervento chirurgico, il tipo e la durata dell’anestesia, lo stato generale di salute e l’anamnesi positiva per fumo, ma non certi parametri di funzionalità respiratoria. L’anestesia regionale costituisce tuttora la prima scelta durnate l’intevento chirurgico e nel periodo postoperatorio, e qualora sia necessaria l’anestesia generale, bisogna procedere con l’estubazione precoce. La ventilazione non invasiva potrebbe rappresentare una valida alternativa in caso di mancato svezzamento.
Conclusioni. La valutazione dello stato funzionale dei pazienti ricoverati per intervento chirurgico rimane un obiettivo di difficile realizzazione; nei pazienti identificati a rischio sulla base dell’esame clinico si possono rivelare utili una spirometria aggiuntiva e un’emogasanalisi. Se ci sono segni di insufficienza respiratoria, l’anestesista deve monitorare attentamente e in modo invasivo il paziente, tuttavia non c’è ragione di impedire al paziente di sottoporsi a un intervento chirurgico in grado di procurare importanti benefici.

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