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MINERVA ANESTESIOLOGICA

Rivista di Anestesia, Rianimazione, Terapia Antalgica e Terapia Intensiva


Official Journal of the Italian Society of Anesthesiology, Analgesia, Resuscitation and Intensive Care
Indexed/Abstracted in: Current Contents/Clinical Medicine, EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 2,036


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CARDIOVASCOLARE  SMART 2004 - Milano, 12-14 maggio 2004


Minerva Anestesiologica 2004 April;70(4):245-50

lingua: Italiano

Somministrazione di ossido nitrico per via inalatoria nei neonati

Biban P.

Terapia Intensiva Neonatale e Pediatrica, Divisione di Pediatria, Ospedale Civile Maggiore, Azienda Ospedaliera di Verona, Verona


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L’utilizzo dell’ossido nitrico per via inalatoria nei casi di insufficienza respiratoria di tipo ipossiemico nei neonati si basa sull’evidenza di una selettiva vasodilatazione polmonare, in assenza di effetti collaterali a livello sistemico.
Il suo utilizzo è riconosciuto per i neonati di età superiore alle 34 settimane, affetti da ipertensione polmonare acuta di grado severo e shunt extrapolmonare destro-sinistro.
In tutti gli altri casi (ovvero polmonite, sepsi, sindrome da distress respiratorio acuto), l’effetto terapeutico risulta essere meno evidente; non sono disponibili dati definitivi circa l’utilizzo dell’ossido nitrico per via inalatoria nei bambini pretermine. Il dosaggio raccomandato è di 20 ppm, diminuendo a scalare fino a 5 ppm; la dose di 40 ppm non deve essere mai raggiunta. La durata del trattamento è variabile, solitamente non supera i 7 giorni; lo svezzamento deve essere progressivo.
In conclusione, l’utilizzo dell’ossido nitrico per via inalatoria nei neonati affetti da ipertensione polmonare persistente riduce la necessità di ossigenazione extracorporea a membrana, ma non modifica in misura significativa la prognosi.

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