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MINERVA ANESTESIOLOGICA

Rivista di Anestesia, Rianimazione, Terapia Antalgica e Terapia Intensiva


Official Journal of the Italian Society of Anesthesiology, Analgesia, Resuscitation and Intensive Care
Indexed/Abstracted in: Current Contents/Clinical Medicine, EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 2,036


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TERAPIA INTENSIVA  SMART 2004 - Milano, 12-14 maggio 2004


Minerva Anestesiologica 2004 April;70(4):175-9

Surgical approach to the intraabdominal infections

Uggeri Fr., Perego E., Franciosi C., Uggeri Fa.

Department of General Surgery, University of Milan-Bicocca, San Gerardo Hospital, Monza, Italy


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Obiettivo. Con il termine di sepsi intraaddominale viene indicata una varietà di condizioni patologiche caratterizzate da segni di infezione sistemica come risposta a una sorgente infettiva situata a livello addominale; tali condizioni spaziano da un problema localizzato a una malattia devastante che riguarda tutti i sistemi dell’organismo. L’addome settico rappresenta una sfida problematica per la chirurgia generale: non esiste un consenso generale, circa il momento adatto e la modalità di trattamento dell’addome settico e non sono ancora state formulate regole standardizzate.
Metodi. In un periodo di tempo della durata di 10 anni, presso il Dipartimento di Chirurgia dell’Ospedale San Gerardo di Monza, Italia, 1 110 pazienti sono stati sottoposti a terapia chirurgica per infezione addominale. Abbiamo concentrato l’attenzione su 94 pazienti per i quali è stato necessario eseguire una successiva esplorazione al fine di ricercare infezioni intraaddominali residue o recidivanti.
Risultati. Le laparotomie multiple con chiusura temporanea dell’addome vengono eseguite solamente in un selezionato gruppo di pazienti in età avanzata e a rischio elevato di mortalità, in presenza di riscontro chirurgico di peritonite diffusa, di un processo di infezione primaria di oltre 72 ore e di un punteggio APACHE superiore a 20. Un’ulteriore laparotomia si rende necessaria in quei pazienti che manifestano un deterioramento clinico dopo un primo controllo chirurgico negativo per sorgenti di infezione. La mancanza di miglioramento clinico non è considerata un’indicazione a un nuovo intervento chirurgico.
Conclusioni. L’individuzione precoce di un’infezione persistente, prima di 24-36 ore, costituisce un importante fattore prognostico per la guarigione.

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